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Esercizi Energetici Sui kan
Fondamenti ricostruttivi

L’approccio del corpo energetico attraverso i movimenti cd. Esercizi Energetici Sui Kan, consentono di migliorare la distribuzione energetica dell’individuo seguendone la sua naturale polarità e predisposizione.

La comprensione del corpo energetico, suddiviso nei suoi principi e riguardo la sua funzionalità, è complessa nello stesso modo in cui lo è il corpo fisico nei suoi organi e nel suo funzionamento.

Tuttavia non è sempre così semplice la sua comprensione e molto deve essere affidato alla percezione ed alla sensibilità di comprendere le variazioni che si presentano in seguito a qualsiasi tecnica sia in grado di lavorare sul corpo energetico.

La predilezione di questa tecnica è la mancata partecipazione mentale degli individui, dove la mente che si individua è quella inferiore, connessa all’agire fisico e particolarmente connessa con le interferenze soggettive e collettive.

Difatti, molte tecniche sono fallimentari[1] per quel motivo di richiedere la partecipazione mentali in individui che non siano già perfettamente integrati, dal momento che la mente sposterà il problema affrontato in una nuova dinamica e questo porterà l’individuo a dover restare intrappolato in una sorta di terapia perenne.

Questo crea una sorta di legame tra il terapeuta e l’individuo che certamente porta un danno (energetico) ad entrambi.

Gli esercizi energetici non sono il miglior modo per lavorare ma la tecnica che conosco e riconosco più utile per la risoluzione dei problemi attraverso dei movimenti che spingono la Coscienza a trovare il suo punto di appoggio evoluto (differente per grado di evoluzione e scelta individuale) affinché possa governare meglio l’agire della persona.

Generalmente, il movimento aiuta la circolazione della tecnica che viene operata individualmente dal trasmettitore[2] in quei punti (energetici) che si avvisano come punti di fondamento.

Nello specifico, per ogni argomentazione affrontata vi è un procedere in incremento (fase del rinforzo/espansione) fino alla rottura o trauma che altro non è che l’inversione o il sovvertimento di quanto governava nel disequilibrio-conflitto mostrato, per raggiungere l’integrazione/equilibrio. Dall’esperienza si è capito che cinque incontri svolti nella dinamica presentata sono sufficienti a mostrare, rompere e riequilibrare il corpo energetico nella ricerca dell’evoluzione che in questo caso, rappresenta la risoluzione.

Affiancati da un percorso terapeutico per i casi più importanti, rappresentano un aiuto importante per la risoluzione dell’individuo.

(14 marzo 2009)

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[1] Fallimentari nel senso che falliscono nell’obiettivo di risolvere il problema, dal momento che nella maggior parte dei casi si sposterà in altra dimensione e quindi non si tratterà di una vera e propria risoluzione ma solo di spostamento. Nell’effettivo vi sono due tipi di reazione dovute al movimento indotto energetico. Il primo è quando risolvendo un pezzo, viene manifestato un problema che era più profondo rispetto al primo. Il secondo è quando lo stesso problema si sposta dimensionalmente, restando all’interno dell’unità individuale.

[2] Colui che trasmette sul corpo energetico dell’invididuo l’avvio del movimento, il suo sblocco, il rallentamento e ogni altra manipolazione (energetica) che consenta all’individuo di trovare una dinamica più favorevole.

 


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