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La responsabilità del pensiero energetico
(Attrarre un desiderio consapevole)

 

Il pensiero è il tramite tra l'energia e la materia e quindi la sua direzione è in molti modi condizionante agli eventi stessi. Il canale su cui dirige la sua energia è l'emotività, che possiamo rappresentare come un tubo vuoto dove avviene il trasporto del flusso.

Siamo nella fase in cui l'uomo sviluppa il controllo emotivo e quindi della seconda parte del canale. In passato con l'educazione spirituale elementare (cd. religione) si è agito sul controllo del primo tratto affinché l'uomo fosse più propenso al trasporto verso progetti evolutivi.
In questi ultimi tempi si assiste alla fase in cui non c'è un azione sul primo tratto e quindi viene rappresentata la volontà dell'uomo di essere attratto da progetti energetici distruttivi o involutivi. Tuttavia si cerca di controllare attraverso la ricerca e la sperimentazione il tratto che segue al pensiero e si dirige nella materia.

L'osservazione ci fa comprendere come la direzione di un pensiero deve essere slegata dal concetto del desiderio perché vi sia una direzione di realizzazione della materia.
Se noi sospingiamo il desiderio con un pensiero ricorrente, infatti, otteniamo una resistenza sulla materializzazione del pensiero stesso. L'eccesso di energia possiamo rappresentarlo come un fulmine e come tutte le altre espressioni energetiche della natura. Quando ci sono eccessi, quello che si ottiene è la distruzione. Anche un maremoto è un'espressione energetica che è in grado di spiegare come una forza non controllata non può essere direzionata ma tende a distruggere cosa incontra nel suo intento travolgente.
Quindi il controllo emotivo, con la calma e la distinzione del desiderio dall'esigenza di un bisogno, è in grado di riportare un equilibrio e un'armonia utile alla realizzazione stessa, affinché l'energia inviata non si esaurisca per effetto di carico di massa all'interno del percorso emotivo ripercuotendosi sul funzionamento fisico stesso ma sia indirizzata verso l'aspetto materiale.

La calma, la lentezza eccessiva nel contempo non forniscono una giusta spinta alla realizzazione perché non è mai negli opposti che occorre dirigere il proprio essere ma sempre nella centralità di un equilibrio armonioso (movimento).


Il punto B, dell'emozione equilibrata è l'unico che raggiunge la materia.
Nel punto A (eccitabilità - desiderio ) e C (frustrazione - apatia) l'energia si ferma prima. Ma dal momento che nella natura niente può essere distrutto ma è sempre ciclo di una trasformazione, queste frecce si scaricheranno sul fisico. Apportando patologie varie.

Per questo un pensiero consapevole è di grande aiuto per il benessere della persona in senso unitario, ovvero volto non solo alla sua realizzazione ma anche alla sua salute.

Agosto 2009

 


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