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Dall'appartenenza all'integrità
L'essere umano vive circoscritto in qualcosa che potremmo definire "concetto di appartenenza" e questo riguarda il proprio corpo, prima di tutto, che è trattenuto dall'appartenenza a se stessi in senso psicologico mentre nel punto di vista energetico, trova la sua corrispondenza nell'essere trattenuto dalla barriera di quella parte di energia che viene definita "psichica".

L'energia
psichica è del corpo energetico, il livello di estremità che,
addensandosi nel limite della propria espansione, rappresenta una protezione
dell'essenza individuale verso l'esterno ma anche la capacità di preservare
il valore all'interno della propria essenza.
In questo modo le interferenze da e verso l'esterno avvengono nel tempo e
sono condizionate dal passaggio che avviene attraverso questa sorta di barriera.
L'individuazione dell'essere quindi è condizionato dalla barriera presente. Se questa è danneggiata o inesistenza non ci sarà un più o meno forte concetto di individualità.
Ora, bisogna
comprendere perché potrebbe essere visto in maniera negativa la mancanza
di individualità in un sistema dove l'esaltazione dell'unione è
travisata nel concetto del collettivismo.
Questo è un punto fondamentale su cui porre l'osservazione perché
senza di questo, non possiamo comprendere come mai, la politica formativa
del sociale, che spinge le persone verso una promiscuità sempre più
evidente, sia da intendersi pericolosa per il genere umano.
Quanto è
riconosciuto nel micro è poi seguito dal macro.
Se nel livello atomico è presente un problema, arriverà nel
livello fisico come rappresentazione di quello scompenso energetico che diventa
malattia fisica(1) .
Come possiamo parlare di unità sociale se non siamo in grado di costruire
e preservare un'unità individuale?
Un altro
passo è quello di capire il concetto di unione.
Unire è il congiungere, rendere uno. Allora l'unione è l'effetto
dell'unire.
Se immaginiamo
esseri senza unità, cosa sarà l'effetto dell'unione?
Il collettivo.

Le due ipotesi, raffigurano il sistema unito nei confronti del sistema collettivo.
Si può notare infatti che mentre nel caso di unione il limite della
barriera sociale è rafforzato dalle unità presenti, nel sistema
collettivo l'effetto dell'interscambio energetico prima di tutto (che poi
segue ad ogni altro livello successivo), rappresenta quello stato di disomogeneità
e confusione che già è presente a livello individuale, come
perdita di individualità nel senso positivo di attribuzione del valore
di unità.
Essere unità è quindi un valore fondamentale nel rapporto con l'identità personale prima e con la partecipazione all'identità cosmica nel valore finale. La perdita di questo valore è la perdita di quell'integrità che deve sussistere come fondamento portante per ogni individuo.
5 novembre 2008
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(1) Anche se il concetto di disequilibrio è preferibile, si usa il concetto di malattia per far comprendere al meglio la corrispondenza citata.
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