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Astritudini (nell'attitudine umana)

 

unità individuale

L'astrologia è per lo più sconosciuta sia da chi si ostina a rivelare la sua infondatezza, sia da chi la usa per giustificare un certo fallimento umano (aspetto predittivo) o di predisposizione alla riuscita. Non vedo grandi risultati nella sua applicazione minima o massima, mentre sono certa che si potrebbe completare la conoscenza se si abbandonasse il sapere stesso che spesso non fa che riflettere l'egoica supremazia di chi concettualmente aspira ad essere un rivelato.

Ho cercato di stringere patti con la dimensione energetica, perchè mi sembrava apportassero un valore più sintetico alla stesura di un quadro astrologico, dove la sintesi ha il valore di racchiudere l'essenza in una portabilità a livello di comprensione ma anche di uso. Difatti a che servirebbe capire se stessi o gli eventi se poi queste comprensioni non potessero essere usate al fine costruttivo della propria vita?

Questo mi ha portato a comprendere come sia difficile, tutto sommato, ascoltare chi vuole una risposta che ha già (quasi sempre sbagliata) ma che vuole approvare con una forma di analisi che sia al di fuori della logica (del sociale o collettivo imposto) più per dare valore soprannaturale all'approvazione stessa che non per ampliamento percettivo. In realtà il lavoro di chi fornisce una lettura della predisposizione degli eventi è quello di evidenziare, più che di consigliare, per una ragione che sosta tra la possibilità realizzativa dell'individuo ovvero la crescita evolutiva dell'essere.

Le ragioni che vorrei sottolineare in questo processo decisionale sono essenzialmente due.
La prima riguarda il libero arbitrio come potenzialità creativa dell'essere stesso che certamente, attraverso un lavoro sia di approvazione quanto di disapprovazione, fornisce una linea di chiusura all'agire umano, in quanto si vive nella speranza che il passo sia concretizzabile e quindi, il difetto espressivo non consolidato, riporta valore a quando suggerito divenendo un limite invalicabile per una questione quasi sempre e solo emotiva.
La seconda ragione è la cattiva abitudine di adeguare un messaggio che vorrei definire "celeste", in quanto riguarda la composizione olistica dell'individuo da un punto di vista energetico cosmico, all'opinione personale. In questo modo si disperde tutto il valore e la potenzialità di questo messaggio anche attraverso una cultura sbagliata, dell'uso verso un consumo che non rappresenta un agire come detto prima, ma una soddisfazione al consumo stesso. Difatti, diremmo grazie a chi ci dice che quello che desideriamo è sbagliato e che dobbiamo cambiare direzione oppure guardare altrove?

Certamente il legare la soddisfazione alla resa di una certa consumazione, ha abbassato al livello minimo sostenibile la questione dell'astrologia che ormai, tra il sacro ed il profano agisce meccanizzando la questione dell'osservazione, con la perdita di quella sensibilità che era non solo la pratica del conoscitore di stelle ma anche del valore sintetico, nel senso in cui è stato esplicato nell'inizio di questa mia riflessione.

Credo che questo faccia parte di una grave perdita che spero sia colmabile nel tempo in cui sarà lavorabile da individui che colti nella volontà di una passione, sappiano ritrovare il buon senso dell'appartenza al Ciclo infinito della Vita Cosmica.

(febb 2008)

 

 


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