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Le basi per un consulto

Questo è un argomento difficile.

Prima di tutto per l'attesa che si pone nel verificarsi di un evento piacevole che è stato previsto da un cartomante.Secondo di tutto per lo stato psicologico che ha chi si avvicina alla cartomanzia. Preferisco affrontare il discorso partendo dalla seconda questione.

Chi decide di rivolgersi a una cartomante, è una persona che ha subito un forte stress, dovuto a una qualsiasi ragione. C'è un qualcosa nella Vita che non possiamo controllare più di tanto e a volte ci confonde le idee. E' vero che sta a noi decidere nel libero arbitrio quale strada prendere ma nel percorrere un sentiero possiamo incappare in fatti che non avevamo preventivato. C'è chi lo chiama destino. Detto questo, ognuno di noi, può desiderare cose che non ha e allo stesso modo rifiutare qualcosa che lo perseguita. In questo non c'è nulla di sbagliato, ma i sentimenti sono cosa diversa dalla ragione, per cui possiamo essere così testardi da volere a tutti i costi una cosa che proprio non fa per noi, oppure ad inseguire una meta che non raggiungeremo mai mentre di fianco ci scorrono meteore piene di promesse. Dove sta l'errore? Nella confusione. Il caos è il punto di partenza della Vita, ma è anche il momento dove siamo messi più a rischio nel capire dove vail nostro percorso. Per questo ricorrere ai Tarocchi può essere un aspetto di autoterapia e di autocoscienza valido. Come ho già detto e dirò fino a farmi odiare (spero di no) in ogni nostra azione è sicuramente più importante il come rispetto al cosa. Per questo non è detto che un consulto sia cosi risolutivo delle nostre tensioni o confusioni. Innanzi tutto è importante comprendere come ci si pone di fronte all'energia dei Tarocchi (si tratta sempre di fonti energetiche, non dimentichiamolo).

Bisognerebbe avere rispetto, leggerezza d'animo, serenità nell'ascolto. Allora alcuni (io stessa l'ho fatto...) potranno obiettare: "se io avessi leggerezza d'animo non mi rivolgerei certo ai Tarocchi, ma affronterei la cosa da solo!". Questo è sbagliato. Perchè noi pensiamo ai Tarocchi come se fossero la cartomante che li legge. Una specie di magia e così invece non è. Non si tratta di magia. Ma di energia. Se io vado da un amico per farmi consigliare, non ho lo stress e l'ansia di cosa mi dirà, ma sono sereno nell'ascolto. Non ho tensioni nelle aspettative di quello che mi consiglierà ma avrò la leggerezza d'animo di affidare i miei dubbi e le mie problematiche a qualcuno che mi è caro, che mi vuole bene e che dirà parole che sapranno confortarmi e aprirmi un varco di speranza. Un amico non è sempre saggio, ma è un amico. I Tarocchi hanno la saggezza nel loro esprimersi perchè sono la Fonte dell'Antico sapere. In questo senso intendo dire serenità nell'ascolto. Per il rispetto non dovrei ma preferisco aggiungere un commento a questo termine che oggi è molto usato ma poco praticato. Rispetto vuol dire che se io nn credo e se sono diffidente, non è importante, ma se io derido o chiedo cose nel proposito di ottenere una prova della validità e veridicità dei Tarocchi, è meglio se vado a farmi un giro in bicicletta. Proprio per questo motivo non ci saranno risposte. I Tarocchi leggono il cuore del divino (colui che interpreta i loro segni) e del consultante. Se vi è difetto non parlano. O ingannano. Che è ancora peggio se vogliamo. Perchè anche l'individuo più diffidente e ostile del mondo sarà invaghito del messaggio che arriva al suo orecchio.

C'è un altro modo di mancare di rispetto, meno evidente, più sottile. Quello di chiedere la stessa cosa a più cartomanti, diverse volte, quasi infinite, ogni giorno, più volte al giorno. In questi casi, mi perdonino tutti i divini del mondo, io consiglio un buon terapeuta. Il rischio di cadere nella trappola dei consulti è qualcosa che va al di là del nostro controllo. E' come una droga. Si prende la pallina tutti i giorni nella speranza di leggere qualcosa di diverso ma non si capisce che in fondo ogni messaggio è diverso. Questo è mancare di rispetto prima di tutto a se stessi oserei sottolineare. Ma questo rischio oggi è diventato enorme. La cartomanzia ha aumentato il suo sfogo fornendo servizi gratuiti al telefono e in alcune chat, dove bisogna attendere delle ore per ricevere una risposta. E tutti i pomeriggi o le mattine, si ritrovano le stesse persone. Perchè? E' questa la domanda che mi sono posta tante volte. Perchè le persone anzichè liberarsi di una tensione e di uno stress se ne devono ritrovare uno nuovo che è legato a quello che è l'aspettativa di cosa accadrà per un certo evento e per una certa questione (quasi sempre di cuore ahimè...)? Questa è una domanda che ci deve far riflettere. In ultima analisi, vorrei, assumendomi tutti i rischi, parlare del consulto in termini attivi e passivi. Il consulto è uno scambio di energie tra la fonte del divino, che dovrebbe essere solo un canale (ma così non è e qualcuno mi dimostri il contrario...), il consultante e i Tarocchi. Dal punto di vista del consultante mi sembra di aver già detto abbastanza, almeno per ora. I Tarocchi esprimono un consiglio o una risposta a una domanda precisa che è valida nel momento del consulto. Il problema finale è il canale, il divino. Ho anticipato prima che il divino non è mai un puro canale, perchè dovrebbe essere un falso essere umano. Anche lui avrà emozioni, vita che vive e che gli procura un certo stress, una certa stanchezza, suoi punti di vista personali su quanto vede e interpreta. Perchè non sono i divini ad essere saggi ma i Tarocchi. Non dimentichiamolo. Per questo più che la purezza del canale è importante la purezza del suo cuore. Di tutto il resto non è così semplice difendersi e l'inganno ha molte strade per manifestarsi. Conosco divini che pur di aver ragione hanno manipolato la mente dei loro adepti. Questo non è giusto perchè la responsabilità psichica oltre che psicologica di chi incontra un essere umano in difficoltà, lo pone in una fase di alta responsabilità, alla quale non è così semplice sottrarsi. La vanità, l'abuso di potere, il pensiero di poter essere indispensabile alle persone, il denaro, sono tutte corruzioni insidiose che intaccano l'anima di chi interpreta la sacralità energetica dei Tarocchi. Inoltre l'era moderna ci ha fornito di una tale quantità di divini che è impossibile pensare che siano tutti bravi e saggi. Il mondo sarebbe sicuramente differente, credo. E nel dire questo mi metto di fronte ad uno specchio.

Mi sono avvicinata con molta prudenza a questo strumento e provo con tutti i rischi che comporta ad interpretare queste energie meravigliose, che io amo contemplare quando tutto intorno tace. Ma se non parlassi non sarei onesta. Io cerco la Verità nel rispetto di chi la segue ma senza aver paura di dire ciò che penso. Sarebbe un lavoro inutile costruirmi una fortezza fatta di tanta cortesia e sorrisi per tutti. Chi cerca la Verità usa il sorriso perchè non teme, ma nella mano impugna la spada ferma e lucente. E non per difendersi. Solo per svelare.

(marzo 2002)


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