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My status

Opportunità di cambiamento:

Dal Bivio alla Percezione

 

Proseguendo in quello che era il ragionamento proposto nell’articolo sul bivio, rappresentiamo l’evoluzione di quello che potrebbe essere una giusta risoluzione, che compensi la scelta dell’individuo per un processo di attrazione e non di giudizio della scelta.

Nell’uomo, la percezione che è il livello superiore all’istinto è in grado di guidare la scelta verso quel campo di esperienza che può apportare conoscenza e quindi apportare evoluzione all’individuo. La percezione, che è slegata dai processi mentali razionali (della mente inferiore) è una voce che è sempre molto difficile da ascoltare perché il sistema di ascolto è integrato all’esperienza dell’individuo e nell’inquinamento che egli porta nel suo sistema energetico, quella voce giunge spesso disturbata e senza alcun riferimento concreto.

La percezione, negli individui sani[1], agisce nell’istinto di un agire a protezione dell’individuo totale, ovvero della sua integrità vissuta sui sette livelli di cui è composto.

Mano mano che i livelli si interromperanno o saranno calati in una sovrastruttura di controllo, questa fluidità di ascolto verrà diminuita, ostacolata, interrotta ed infine interferita.

L’interferenza rappresenta il caso più complesso e più diffuso tra gli uomini e questo avviene per un processo di manipolazione atto ad interrompere l’evoluzione stessa.

Ma se da un lato ciò è corretto perché rafforza la crescita degli uomini, dall’altro può comportare una perdita non recuperabile nel sistema sociale dove si materializza.

E’ nell’ascolto quindi, che si può individuare una corretta diagnosi dello stato di salute dell’essere, perché si possa comprendere in che status si ritrova la percezione e come si può agire perché essa riaffiori nella consapevolezza individuale.

Nell’analisi del movimento che è in grado di creare la percezione nel piano dimensionale osservato, quello che si osserva è la trasformazione del reale, attraverso la scelta primitiva di una centralità dell’essere, che riporti lo stato della materia in una eguaglianza di merito e in una priorità di esigenza. Come si osserva nella natura anche attraverso la scelta di una malattia che niente altro è che la trasformazione della materia in uno stato evoluto che rappresenti la dimensione dell’esistenza più consona al bisogno che si manifesta solo e proprio per attrazione dello stato di coscienza al principio cosmico della Vita.

In questo modo, ogni scelta diventa possibile e proponibile ma solo una verrà attratta dalla percezione, attraverso quel bisogno manifesto nell’Animus che, esente dal giudizio imposto dalla mente razionale, è in grado di manifestarsi per dar luogo alla meraviglia del Creato.

26 Ottobre 2008

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[1] Con un corpo energetico in equilibrio ovvero senza punti di interruzioni pur oscurato dalla mancata consapevolezza totale dell’essere.


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