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Chemtrails o toxictrails?

08 Settembre 2008 - Torino ovest

La definizione etimologica di un termine, garantisce l'uso corretto e trasferisce il concetto che si vuole intendere nell'esternare l'idea.

Non ho una conoscenza così approfondita dell'inglese ma non posso dire altrimenti della lingua italiana.
Preferisco un linguaggio informale e semplice, tuttavia l'uso improprio di certi termini a volte trasferisce un'emozione errata, come avevo già cercato di annotare in una traccia di discorso del 2002[1].

Ora, quello che vorrei comprendere è se la chimica sia un processo negativo; se le sostanze chimiche siano da intendere come dannose per l'umanità nella comprensione che la scienza sia stata per lo più dannosa al processo, ovvero se questi andavano semplicemente integrati in uno sviluppo armonico che fosse in grado di comprendere "il tutto" e non "il parziale della supremazia".

La chimica è la scienza che guarda la struttura nell'elemento della materia. Le sostanze chimiche sono quelle sostanze formate da più elementi in rapporti che sono esprimibili attraverso formule che indicano la quantità di elementi che necessita ogni molecola di quella materia che è anche sostanza chimica.

Ragione per cui anche l'acqua è una sostanza chimica, essendo formata da due molecole di idrogeno e una di ossigeno:

H2O

Questo significa che quando piove, piove una sostanza chimica. La stessa sostanza viene bevuta, usata, trasformata. Nello stesso corpo umano, in qualsiasi essere vivente, vi sono processi "chimici" ovvero riferiti agli elementi come in ogni parte dell’universo.

Il primo dubbio che si osserva è quindi come sia stato manipolato un termine in senso dispregiativo, ravvisando in questo un processo assolutamente negativo. Questa colpa è in prevalenza dell’informazione di massa ma anche della d-istruzione, intesa come processo di abbattimento dell’intelligenza sociale[2].

Si ravvisa, in questo termine, un pericolo, un senso di disastro, di artificialità e soprattutto di tossicità. Certo, la chimica produce anche “pericoli” ma nello stesso modo è alla base dei processi vitali dell’universo.

Allora, la chimica non è una “brutta” cosa ma anche una cosa “buona”.

E’ come se dicessimo che la parola è pericolosa. Certe parole possono esserlo, in certi contesti e con una certa intonazione ma tuttavia non possiamo escludere alla parole il senso gioioso di una comunicazione e di una manifestazione di pensiero che può essere fondamentale nei processi da apprendimento e di crescita.

Il secondo dubbio che può essere astratto dalla questione è che l’elemento osservato dalla chimica può essere integrato in un processo naturale o creato nella manipolazione umana, che nell’intelligenza e nella curiosità aspira al processo creativo.

Quando la manipolazione diviene aspirazione pericolosa per l’incolumità del sistema ambientale e degli uomini che lo popolano? Quando si supera la soglia della sopravvivenza, evidentemente. Ma se da un lato si può accettare una reazione chimica naturale come potrebbe essere l’eruzione di un vulcano, non si può accomodare lo stesso tipo di reazione che nasce secondo un agire umano, anche se inconsapevole e non volontario.

La conoscenza della responsabilità dell’uomo e non di una naturale reazione dell’ambiente nella ricerca di un suo equilibrio, porta l’azione a una sorta di delitto che è condannabile dal punto di vista dell’etica perché manca di rispetto.

Cosa distingue dunque, l’agire dell’uomo dall’agire di quell’insieme che intendiamo sotto il nome di “natura”?

L’espressione di una Coscienza individuale, che porta l’agire verso una volontà, come punto focale del distinguo appena osservato.

E’ difatti provato, nell’osservazione di alcuni eventi noti che hanno preceduto questi tempi, del come spesso la volontà di pochi uomini, abbia agito in termini di restrizioni se non di danno[3] di molti altri uomini. E’ questo il delitto che si vuole considerare, quando si considera che sempre vi è l’inganno di una cattiva informazione e di quei facili meccanismi di copertura che derivano per lo più dalla grave ignoranza nel quale viene perpetuato il sistema attraverso la diffusione di scempiaggini anziché nobiltà d’animo e di pensiero.

Per questi principali dubbi, si ritiene che il termine più corretto per quel fenomeno conosciuto come scie chimiche, possa essere più propriamente: “scie tossiche”.

martedì 9 settembre 2008

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[1] http://www.energiamaya.com/articoli/uso_parola.htm

[2] Basti pensare alla scelta dei programmi ministeriali, dei testi didattici e di quelle forme di restrizione e appiattimento che tendono a creare un’omologazione nel sapere, vero pericolo per l’evoluzione e la crescita Reale degli individui.

[3] Inteso nel senso di perdita (di salute, di benessere materiale, di libertà) dovuta a quell’agire, senza il quale non ci sarebbe stata con certezza.


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