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La costanza dello sbaglio

La Vita è amorevole e suggerisce la soluzione ai nostri problemi, quasi sempre con una costanza che potrebbe spaventare.
In effetti questa costanza rende gli uomini capaci di compiere un cammino evolutivo nel tempo e di considerare che al di là delle facili questioni oggettive, vi è una questione più elevata che nasce nel bisogno di comprensione.
Cosi, metaforicamente parlando, la Vita ti offre un piatto di broccoli fino a quando non impari a mangiarlo.
Perchè era di quello che avevi bisogno ma il bisogno per l'uomo che cerca di arrivare a soddisfare desideri che nascono più nell'istinto di suoni tribali e di voci di moltitudini, è sempre qualcosa da cui sfuggire.
Certo non è semplice trovare la soluzione dei propri limiti additando la società e i suoi bassi valori e principi.
La violenza incombe su tutto, l'egoismo e la prevaricazione sono questioni dalle quali impariamo a difenderci giorno per giorno. E dunque impariamo noi stessi ad essere quello da cui ci difendiamo. E la giustificazione è ovvia nella capacità di sopravvivenza. In fondo da che l'uomo è nato, l'istinto alla sopravvivenza fisica prima e mentale (o egoica) dopo, lo ha sempre portato ad asservire concetti dai quali si difendeva con spada tratta.
In questo modo ha compiuto il rallentamento sulla sua crescita, nella sua comprensione, perchè la sua ragione si è direzionata nella parte opposta a se stesso.
E' andata verso l'altro.

Allora il paragone serve fino a un certo punto. A stimolare ma mai giudicare. A cercare di superare dei limiti e non a diventarne parte integrante.
Ma lo sforzo umano non può essere distinto dallo sforzo della Vita. Che con Amore ci riporta alla realtà che non rappresenta la nostra visione delle cose e neppure quella degli altri.
E nella costanza dell'Amore che la Vita nutre per ogni individuo, si compie il miracolo della comprensione e quindi della crescita.

Luglio 2004


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