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Devozione e Fedeltà
A cosa serve essere fedeli? A noi stessi. E nel nostro esserci fedeli dobbiamo porci nel rispetto e nella coerenza con i nostri intenti nobili e puri.
Parole che possono avere valenza architettonica nel pensiero
dell'uomo. Perchè ognuno sarà abile giocoliere ed interpretatore
commediante delle sue vicende umane.
Non è che non possa esserci un chiarimento, ma questo è molto
difficile.
Parlo dell'inganno. Che opera su strade differenti perchè non usa aspetti
comuni e banali e certamente è dotato di grande intelligenza e creatività,
abile e per alcuni versi alchemica.
Ma non è dell'inganno che parliamo.
Parliamo di devozione e fedeltà.
Spesso si intende una nel senso religioso-spirituale, l'altra nel senso umano,
legata forse ad aspetti relazionali che siano di sesso opposto o comuni.
Nella realtà questa scissione opera o è operata dagli uomini.
Che pur mantengono distanze dai concetti e la distanza nasce dal fatto che
in questo modo possono liberarsi dal peso di una complessità dormiente.
Ricercando nell'uso distante di un concetto non sempre esprimibile a parole,
una semplicità di intenti e situazioni. Che equivale a una complessita
di ruoli non integrati.
La devozione è l'aver interiorizzato una qualità energetica
luminosa e consiste nel rinnovare l'apertura a questo canale, volerlo difendere
fino a quando il suo percorso non sarà del tutto naturale.
La fedeltà è l'aspetto umano, legato alle vicissitudini ed agli
eventi, dello stesso percorso energetico.
Perchè l'uomo opera secondo due livelli:
- piano spirituale (divino)
- piano umano (mente ed azione)
Questo avviene sempre, ad ogni stadio e per ogni individuo.
Allora l'infedeltà e il conseguente tradimento non sono altro che la
rottura del percorso armonico. La scissione tra l'umano e il divino.
13 luglio '04
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