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Direzione come visione di un possibile cambiamento

Nell’analisi degli eventi molti si riferiscono ai transiti per poter identificare possibili punti di forza con cui allearsi per poter sferrare con maggior intensità la direzione dell’obiettivo prefissato. Spesso di parla di predizione in senso errato perché in realtà è solo di predisposizione che si può parlare, dell’individuo verso gli eventi o verso la materializzazione degli stessi.
Quello che si può certamente identificare è la grande avarizia con la quale si è messo a disposizione la conoscenza energetica, per una volontà di controllo. In questo modo, quello che era naturalità è stato sostituito dall’artificio con il quale si sono condotti dei parziali cambiamenti sulla stessa volontà degli individui.

Ora, bisogna comprendere che la volontà è, in termini energetici, l’espressione dell’autodeterminazione della qualità individuale o della coloritura collettiva. Come possiamo scindere le due qualità quando queste risultano essere contrapposte nella direzione di un’eventualità?
Nell’identificazione certa dell’individuo come somma delle sue caratteristiche ma soprattutto nell’espressione certa dell’intento del suo agire.
E’ difatti indiscusso che molte persone, soprattutto in questi tempi, siano portate a muoversi verso un certo tipo di agire e di pensiero, manipolate da una informazione indotta attraverso meccanismi sottili e non sempre così facilmente identificabili.

Occorre quindi, sviluppare una forma di auto addestramento che risulti comprensibile prima di tutto per la propria persona e, in seguito, potremmo pensare di esportare questo metodo ad altri per aiutarli a sbloccare quella che è la propria creatività, intesa come capacità di volere[1].
La direzione è uno dei metodi che preferisco perché addestra, attraverso la simbologia, il pensiero e poi l’agire non tanto a muoversi dietro un metodo che potrebbe essere un meccanismo perverso di ulteriore disabitudine alla libertà, quanto di scoperta della propria capacità percettiva. Inoltre presenta quella geocentricità essenziale alla cultura illuminista e uno schema essenziale che non necessita di corsi di apprendimento e di conoscenze specifiche. Al limite occorre una semplice bussola che è anche un buon modo per prendere consapevolezza nello spazio dove si vive.

Considerato che le direzioni sono essenzialmente 4 e nell’analisi delle stesse utilizziamo il metodo d’indagine orientale, riposizionando gli assi nel raffronto con il movimento solare[2]

L’est rappresenterà quindi la nascita (o rinascita), il sud quel momento dove l’esternazione diviene massima o la necessità di esternarsi, l’ovest il momento della preparazione o dell’ascolto e il nord il momento della morte o della trasformazione, dell’integrazione dell’esperienza e dell’interiorizzazione.

In che posizione eri mentre firmavi il contratto del tuo nuovo lavoro?

Poteva essere un’occasione di inizio di una nuova esperienza (est), della possibilità di esprimere un punto di vista utile all’evoluzione nostra o dell’ambito dove operiamo (sud), un momento per apprendere (ovest) o un’esperienza utile alla trasformazione (nord).

Specificazioni essenziali:

1)non esiste una direzione migliore rispetto alle altre, ma ogni direzione è utile all’esistenza;
2)non esiste un’unica direzione[3] nel momento osservato ma certamente esiste un’unica direzione nella qualità dell’esperienza osservata (lavoro, amore, etc.);
3)l’analisi della direzione è simbolica e dev’essere fatta per comprendere a posteriori il valore di un’esperienza che si sta per compiere nel proprio percorso esistenziale. Tuttavia può esservi il caso di chi decide di impostare una direzione consona al proprio intento, credendo in questo modo di poter condizionare gli eventi secondo un percorso che è per lo più mentale. In questo modo[4] si potrebbe decidere con la propria volontà la direzione dell’agire che si sta per compiere. Potrebbe essere valido se vi è piena consapevolezza e perfetto allineamento dell’essere. In caso contrario, molto probabilmente, il condizionamento potrebbe risultare maggiore di quello naturalmente subito[5].

Personalmente ho ritenuto molto valido questo strumento ma resto nella consapevolezza che ogni sistema perseguito ai fini della conoscenza ha valore solo quando sia sostenuto dalla passione della ricerca stessa.

20 Ottobre 2008

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[1] Il volere è l’espressione forte della divinità dell’uomo e non va confusa con la prevaricazione e la sottomissione degli altri esseri. E’ invece nel volere che l’uomo dimentica il confronto e l’abitudine al conflitto con la diversità perché si rende disponibile al Tutto Cosmico, dove la materia segue il suo pensiero immaginato, perché voluto.

[2] Il sole rappresenta la realizzazione dell’essere e quindi l’essere.

[3] A volte capita, ma si tratta di casi particolari dove l’esperienza si concentra attorno all’individuo che richiede un grave sforzo per la sua evoluzione.

[4] Come succede nello studio della Rivoluzione Solare, dove si può decidere di festeggiare il proprio compleanno in un posto differente per influenzare quello che potrà essere la composizione energetica nella dinamicità dell’essere.

[5] Ovvero quello generato dalla manipolazione sociale, culturale subita in quanto partecipi al sistema collettivo.


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