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L'equlibrio e il senso delle cose

Nella Vita affrontiamo tutti e diverse volte, delle bufere, tormente, situazioni difficili che in modo del tutto soggettivo ci fanno perdere il centro di noi stessi. E' in quel momento che ci sentiamo spersi, senza una direzione, una prospettiva e ci sembra di aver perso ogni senso di ciò che ci circonda.
Diventiamo prima molto soggettivi, ovvero tutto ciò che ci capita ha il gusto dell'unicità drammatica e piena di dolore, ma non è questa la giusta prospettiva. Purtroppo se fosse semplice credo che tanti percorsi si fermerebbero nell'età primordiale del nostro vivere, comunque questo voglia essere inteso. Ma al di là di facili considerazioni, il giusto insegnamento da trarre è che con il tempo le sfide della vita ci dovrebbero rendere forti e non duri. Molti dietro le sconfitte si induriscono, nel cuore e nella mente. Diventa tutto un rubare a chi è stato a sua volta derubato e il senso di colpa si confonde nell'astio di aver sofferto. In questo modo dilaga il pericoloso percorso involutivo che se pur desta un senso di appagata giustizia (molto non illuminata a dire il vero), ci intorpidisce la mente e le emozioni.
La mente è ciò che maggiormente si percepisce in una forma di lotta al vivere quotidiano ma quello che si dimentica è che le emozioni sono la corrente che circola maggiormente nel nostro equilibrio corporale. L'equilibrio è per sua natura stessa difficile da mantenere e forse è anche bene che ogni tanto si perda nella follia di momenti che seppur errati nella loro causa primaria, restano corretti nel loro significato globale di arricchimento e crescita interiore. Ed essendo difficile mantenere equilibrio e giusta visione del reale, il senso delle cose varia come d'incanto in un meraviglioso cocktail dal sapore dolce e delicato come ambrosia velenosa. Ma è questo senso delle cose che nella saggezza che tutti gli esseri umani hanno nel loro cuore, porta nel tempo breve, medio o lunghissimo a seconda del meccanismo reazionale di ogni individuo, ad agire secondo quella che è la giusta prospettiva.
Il senso delle cose non è soggettivo. Il senso delle cose è una visione unica, innalzata, non legata al tempo ed allo spazio.

(febbraio 2003)

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