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Prefazione al Cammino
Molte persone vivono nellonda delle circostanze senza
riuscire a dominare e guidare le proprie azioni e il proprio procedere nella
Vita, attraverso un intento preciso e un movimento consapevole.
Questo perché è certamente difficile avere una visione oggettiva
del reale e, in qualità di esseri umani re-in-car-nati e per il nostro
k-ar-ma, non riusciamo ad essere nella nostra potenzialità, che resta
per lo più inespressa.
Lo scopo di un lavoro di auto-conoscenza e di auto-consapevolezza, aiuta gli
individui a riportarsi nellordine del proprio Sé e non della
sua immagine riflessa nel volto di chi ci circonda o del gruppo sociale al
quale si appartiene o si vorrebbe appartenere. Lombra del desiderio
opprime e soffoca il nostro essere e la frustrazione che ne giunge è
cosi ampia e dominante da portarci verso direzioni non consone, dove spesso
ci perdiamo e non riusciamo più a districarci.
Come una matassa che si imbroglia nei suoi stessi fili, la nostra energia
procede in maniera difforme e confusa, disperdendo la sua luminosità
e il suo armonioso defluire. Tutto questo porta alla malattia fisica, mentale,
spirituale. Giacché lo spirito soffre della nostra mancanza di chiarezza:
come un grido lanciato in una notte buia e non ascoltato per paura di
fantasmi lontani.
Ogni individuo, mosso dalla volontà di cambiare e di dominare il suo
essere inferiore, potrà conoscere una Via. La sua Via.
Nessuno potrebbe oltremodo mostrare strade certe e sicure, giacché
ogni percorso è giusto e sbagliato nello stesso modo. E il come si
mostra nel miracolo dellindividualità, dellunicità,
del dono di essere Sé.
Ma se la strada è unica, il mostrare una Via può rappresentare
motivo di Gioia e di Amore. Perché le Vie sono i rami del Grande Albero
che dalla Terra, Madre e Creatrice, giunge al Cielo, Padre e Protettore.
(2005)
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