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Cenni sul riflettere (keiko)

Riflettere

Riflettere è un termine che significa letteralmente "considerare il passato" (keiko) attraverso il pensiero noi giungiamo nell'azione del passato per imparare dall'esperienze che si presentano nella vita. Si giunge alla riflessione con la meditazione e non con la chiusura.
Perchè la meditazione è Luce. Apertura.
Riflettere è quindi "restituire" la realtà. Trascendere dalla nostra considerazione.
Spersonalizzare il passato da noi stessi.

Il desiderio e l'Amore

Quando si hanno dubbi o paure, questo è segno di intelligenza. Se noi fossimo certi di tutto, sarebbe arroganza. Se non fossimo certi di niente, sarebbe inettitudine.
Allora la linea di mezzo rappresenta il nostro orizzonte, quello a cui dobbiamo fare riferimento sempre. L'Amore è un sentimento che trascende il bisogno ma tuttavia nel vivere ci sono bisogni che premono in maniera forte e prepotente.
Quindi ci sono delle scelte da compiere. Dei passi da fare. Abbiamo il nostro libero arbitrio.
C'è il libero arbitrio dell'Altro.
Ci sono i nostri desideri, quelli dell'Altro. C'è il nostro sentimento ed accanto, c'è il sentimento dell'Altro.

Il cerchio e la retta

La nostra decisione è una retta energetica in cui si esercita il nostro punto di vista. La nostra volontà. La nostra capacità decisionale. Quando questa è esercitata sempre, la retta assomiglia alla scia di una stella cadente e il nostro spazio diventa costellato da queste luminosità che caratterizzano il nostro corpo e lo rendono luminoso per gli Altri e noi stessi.
E' l'identificazione.
Nel caso in cui la nostra capacità è sempre trattenuta, ci sono micropulsioni che si sviluppano lungo la periferia del nostro corpo vibrazionale e sono le frecce che decidiamo di implodere ovvero di trattenere. Questo genera una barriera energetica interna che crea tensioni e che nel tempo porta a creare una frattura stesso, onde cercare una forma di guarigione da questo comportamento che è contro natura.
In questo momento (quando si forma la frattura), l'aspetto decisionale assume una rilevanza enorme e la retta che si forma è molto grande, luminosa e in grado di irrompere nello spazio circostante con grande forza.
La decisione è sempre presa verso qualcosa o qualcuno e la retta in questo caso, dirige la sua potenza verso il cerchio (ovvero la presenza dell'Altro) con molto impeto.
L'azione è di scarico totale ma può rappresentare un danno nei confronti dell'Altro perchè in questo modo
il nostro corpo vibrazionale vede nel cerchio visualizzato la sua possibilità di sfogo.

Percorsi e Raggi (non di sole)

Ogni percorso porta a una scelta. La scelta si può ripetere nel tempo e si può affrontare con diverse motivazioni. Una volta la scelta si chiama "A" e una volta "B" e cosi via. C'è da considerare che nonostante il nome con cui decidiamo di chiamare la scelta, il nostro percorso si deve orientare da una direzione (est) a una direzione (nord).
Allora il percorso si muove nello stesso modo, pur variando situazioni e persone (est).
Camminiamo negli stessi passi, con le stesse orme ma siamo inconsapevoli del nostro girovagare e decidiamo di trasmutare la realtà per poterci illudere del cammino che stiamo compiendo.
I raggi illuminano il nostro percorso nella volontà di guidarci verso una fonte (nord) ma spesso questi raggi sono smagnetizzati dal nostro fare (in)consapevole che ci muove dandoci motivazioni e certezze che si consolidano nel nostro pensare.
Il raggio (devozione) spinge alla ricerca di una auto-realizzazione nella consapevolezza della tentazione.

(2007)


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