| Archivio
articoli | Home | em@il
|

Il risveglio e la Coscienza
E' sempre faticoso un risveglio. La prima fase che si osserva in chi si affaccia sulla soglia della Verità, è la rabbia. Come il bambino che esce dal ventre materno e grida nella disperazione della caduta su quel piano che sarà il campo esperenziale di dolore più che di gioia, per la natura stessa dell'umanità in grado più di trattenere che di lasciar andare nella ricerca di quella che è la perfezione dell'essere.
La resistenza si pone sotto molteplici punti di vista che traggono il loro fondamento nella conoscenza (vissuta come sapere), nella cultura (forma comportamentale acquisita come regola), nel desiderio (rappresentazione della direzione che se errata ha una forza di attrazione difficile da cambiare). Riposizionando l'interezza del fattore umano sotto la dimensione non solo fisica (comprensiva della mente inferiore), ma anche energetica, spirituale e quindi dotata di tutti quei meccanismi sottovalutati ma tuttavia esistenti che compartecipano al movimento dell'individuo nello scenario della Vita, si può indivuare come sia difficile in una condizione di serenità muoversi verso l'evoluzione e la conoscenza. Molto più facile che la richiesta di un perchè, unico elemento in grado di spostare l'attenzione, sia provocato da un forte dolore, un trauma. Per questo motivo noi consideriamo il dolore spesso come un Maestro, che insegna e mostra l'inutilità delle questioni materiali e pone un accenno di evidente e manifesta attenzione dal punto di vista del contenuto essenziale della Vita, come capacità di costruire impulsi che nella materia siano in grado di muoversi senza cristallizzarsi in un'opera ma in una direzione, come visione di un Nuovo (tempo, spazio, dimensione).
Tuttavia quest'avvaloramento del dolore non è una questione di accettazione passiva di croci che redimono la carne in una trasmutazione eterna. Questa può essere la chiave di svolta di alcuni ma non di tutti. I percorsi di crescita devono essere necessariamente vissuti con la proprietà soggettiva e il vantaggio di questi tempi è proprio dovuto alla grande apertura che in un movimento orizzontale di espansione ha raggiunto moltitudini di persone nella possibilità di conoscenza. Lo svantaggio è la reticenza che si è mostrata verso l'aspetto religioso, relegando allo stesso una visione ordinaria di mancata autodeterminazione che se è vero da una parte, è falso dal punto di vista della possibilità di mantenere l'unità dimensionale dell'essere. Difatti, l'illuminismo, la scienza moderna, il materialismo del profitto, non hanno suggerito una strada percorribile per lo spirito anche se, nel vero, con la new age, questo tentativo c'è stato. Ma la spiritualità, lo sciamanesimo e le pratiche suggerite come magiche ma nell'effettività della questione, semplicemente naturali, sono scomparse dalla quotidianità della vita delle persone.
Questo ha portato alla perdita di quel magnetismo che veniva alimentato attraverso la preghiera, la fede, la partecipazione ai riti con il successivo allontanamento dell'Anima dalla comunicazione intima con l'essere umano e il ritiro della forza espansiva della Coscienza. Vi è in questo senso un vero e proprio rinsecchimento, che porta gli individui a vivere in uno stato di totale incoscienza, ovvero alla mercè di quasliasi forma di interferenza.
A questo punto, il risveglio comporta dolore, fatica, nel percorso di riconoscimento e quindi di accettazione di una Realtà che in quel preciso istante appare come un fulmine che squarcia lo scenario della Vita, e il grido di rabbia che fuoriesce è lo stesso che nel nascituro esprime la sua condizione di possibilità alla sopravvivenza.
Nov 2005
EnergiaMaya© Astroenergia©
Tutti i diritti riservati
CC - Creative Commons (Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia)