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Il velo, Maya

Non posso fare a meno di riflettere sul velo, su Maya, è un concetto che illumina la mia mente assetata di parole. Il velo è cosa si cerca se si vuol raggiungere una delle tante vette ma è proprio il velo che con le sue tentazioni da sirena, lusinga la mente e il corpo a cedere al piacere della sua leggerezza. Il velo è impalpabile, soave, luminoso. Da qui si può osservare l'illusione, dietro di lui c'è la Verità. Si può dominare e scostare ma non è mai così facile. C'è sempre un vento leggero che scosta le sue superfici e quel suo arieggiare leggiadro è una danza sinuosa a cui a volte è difficile resistere. Come vortici nell'aria fatti di aria che scostano superfici invisibili e si rincorrono in uno spazio senza spazio. E' la pazzia di voler restare ignari e vivere dell'ebbrezza di sensazioni oblatorie. E' dolce e rassicurante sentirsi leggeri e privi di pesi. E' dolce ed eccitante vivere sensazioni di abbandono al piacere. E' la nostra libertà, il nostro obiettivo che fa la differenza. La meta che vogliamo raggiungere. Molti si sono fermati con le sirene, incantati dalla loro bella voce. Molti hanno rinunciato a cercarle credendo che fossero solo delle favole infantili. Molti altri sono impazziti e alcuni hanno costruito pian piano la loro forza per darla ad altri, per capire, per conoscere realmente e non per raggiungere l'esaltazione dei sensi. Ma queste sono scelte che ognuno decide nel silenzio, o nell'agitazione di folle esaltate che vivono di simboli tribali per sentirsi in una culla. E' la nostra libertà, splendida nel suo esistere, splendida nel suo evolversi. La libertà di arrivare al velo, la libertà di percepirlo e restare estasiati dalla sua bellezza.

(aprile 2003)


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