Dell'uso
della parola : il significato di ogni termine passa attraverso la
coscienza o la mente?
Le
parole hanno da sempre creato una limitazione naturale all'esposizione
dei concetti. Se io scrivo "nero", ravvivo nella mente di
chi legge una molteplicità di pensieri, ricordi, emozioni ed
energia. Questo non dipende totalmente da me, ovvero io posso stimolare
una percezione nella costruzione di una frase che dovrebbe guidare
il lettore, ma molto lo fa la sua sensibilità psichica e la
sua percezione energetica. Nello scrivere "ordinario", il
termine di una parola può avere valenze pittoriche, concettuali
o semplicemente descrittive: "Gianni osservava il cielo cupo
e tempestoso". Anche una frase apparentemente semplice nella
sua costruzione e nella trasmissione di un concetto visivo come questo
ha una molteplicità di effetti. Chi legge può vivere
Gianni, il cielo o entrambi. Può osservare distante o vivere
questa dimensione in maniera più o meno approfondita. Dipende
dalla natura individuale, dalla fantasia, dalla volontà e dalle
motivazioni. Il fine ultimo è poi quasi sempre raggiunto :
trasmissione di un principio, un'idea, una lezione che viene estrapolata
nell'esposizione totale. In altri scritti invece è importante
leggere senza percezioni e processi logici e mentali perchè
dovremmo fare maggiore fatica e perchè molto probabilmente
intuiremmo la centesima parte di quello che ci viene offerto. Ma la
parola rappresenta un grosso limite che può essere solo superata
dal concetto, ma che se è il fulcro della discussione mentale
diventa la questione fondamentale del ragionamento. Sembra un circolo
vizioso ed in effetti lo è. Una strada senza uscita perchè
la soluzione non risiede nella mente del lettore ma nella sua coscienza.
(ottobre
2002)
il
Dolore e il Cuore
Molte persone credono che per vivere bene bisogna evitare il dolore
e questo è certo. Senza dolore la Vita sarebbe naturale?
Il nostro Cuore può provare gioia e dolore e certamente il
dolore arreca sofferenze che a volte possono sembrare enormi, non
sopportabili ma ancora una volta è perchè cerchiamo
di evitare. Evitare uno stato naturale che fa parte del nostro esistere
umano. Cerchiamo di vivere con la testa e lasciamo che sia il cuore
a "morire". Questo è il non Amore. Il non Amore è
porsi in uno stato di non Vita perchè è solo l'Amore
la Via giusta. La comprensione, il cercare le ragioni a livello razionale,
il voler comprendere filosoficamente il meccanicismo delle cose è
un intento razionale di voler spiegare cosa non è spiegabile
o forse non è sostenibile dal nostro spirito che è pieno
di divino ma è circondato da molto umano.
La sofferenza è il Maestro che conduce al cuore. Perchè
soffrendo noi conosciamo nell'esperienza emotiva prima che psicologica,
dovendo arrivare all'esperienza spirituale. La sofferenza è
l'unica terapia che ci cambia, ci trasforma, ci porta a camminare
verso noi stessi.
Se l'intento è di perseguire questo ricongiungimento con il
dolore e con la gioia, niente può spaventarci. Perchè
il dolore diventa la Via del Cuore e nell'abbandono ad esso, l'uomo
può vivere di Luce e Meraviglia, la liberazione di cosa non
è, per lasciare posto a quello che è.
(maggio
2003)
La
libertà
"E'
difficile essere liberi ma molto più difficile è accettare
la libertà degli altri."
Il
concetto di libertà è difficile da spiegare. Ho sentito
questa frase nella mia mente una sera d'inverno mentre osservavo il
cielo stellato al freddo e pensavo alle mie situazioni di vita. Non
riesco a scrivere qualcosa di più specifico per diversi motivi.
Uno è che ho compreso che la libertà cambia con il corso
degli anni e dell'esperienza e se a quindici anni, essere libera voleva
dire fare un viaggio in totale indipendenza e con molto senso di avventura,
oggi vuol dire mantenere le mie posizioni di pensiero nonostante le
lusinghe delle comodità e dei compromessi, nonostante la paura
dell'esilio e della derisione.
La coerenza è libertà ma spesso appare come compagno
scomodo e alienante del proprio letto. Proprio questa contraddizione
di termini e questa facile scomposizione di concetti in cento e uno
aspetti differenti e contrastanti, mi porta a dire che non è
così appariscente il concetto di libertà. Di pensiero,
fisica, spirituale, emozionale od energetica.
In fondo a ben vedere, c'è sempre un qualcosa che rientra nei
nostri bagagli formativi che confonde e convince di illusioni pericolose
quando si vivono, e maggiormente pericolose quando si affermano con
carisma.
Unico aspetto reale e assoluto che mi sento di sottolineare è
il concetto di reciprocità della libertà.
Questo per una natura evidentemente sociale che sostiene il mio esternare
cosa penso ma anche per il fatto che liberi isolati per via di fatto
e di possibilità non credo ce ne siano molti. Resta il dubbio
dentro di me che ciò possa avvenire comunque, perchè
l'isolamento non è preclusione di libertà ma al massimo
di chiarezza e di riposo. E se ciò avviene poteva avvenire
meglio nella completezza sociale di un individuo. Per lo meno come
differenza teorica e pratica.
La reciprocità della libertà è invece qualcosa
che ci porta a cercare di superare l'illusione dell' esistere libero.
Se io sono libero, sei libero anche tu.
Un segno di maturità e grandezza. D'animo e di pensiero.
(febbraio
2003)
L'essenza
e la forma
La prima volta che ho sentito parlare di essenza ne ho compreso subito
il significato ma restavo nel dubbio di come potessi a parole capire
questo concetto. Le parole hanno il grosso limite di voler racchiudere
un concetto che spesso non è così razionale eppure questo
è importante perchè fa parte di una capacità
didassica che in certi individui è una natura indivisibile.
Il ragionamento non è sempre inutile o per lo meno non per
tutti. La mia luna in vergine mi porta ad essere in un certo senso
molto analitica nel voler esplicare cosa capisco e non solo per gli
altri, ma anche per la mia stessa razionalità. Di modo che
il mio conscio riesca ad accettare ciò che il mio inconscio
ascolta con tanto fervore e naturalezza.
L'essenza è diversa dalla forma perchè non rappresenta
cosa io compio ma la ragione per la quale mi muovo. Se io dò
una carezza, il gesto trasmette in linea generale bontà e amore,
dolcezza e tenerezza. Se io dò una carezza per riempire il
mio vuoto affettivo che dà amore per ricevere la concretezza
di questo sentimento, questo non mi trasmette più dolcezza
ma un senso di bontà pelosa che dà solo per riempire.
In senso stretto è una meschineria. Non si tratta più
di cosa io pensavo ma di cosa io so ora. Questa è l'essenza.
Superare i limiti dell'illusione per cogliere il centro della Verità.
Un percorso che sicuramente porta a raccogliere dolore. Io credevo
di essere buona nel dare una carezza ma in realtà ero un mostro
che chiedeva per sè stessa. Ma insieme al dolore trovo la comprensione.
E dovrei di seguito cambiare. In modo naturale, in modo ampio. Ciò
non sempre capita perchè la spinta verso il cambiamento deve
essere forte. Ci va molta forza interiore nel decidere di cambiare
perchè per farlo bisogna rinunciare a cosa si ha e spesso questo
(anche se è poco) rappresenta una tragedia a cui non si riesce
a resistere.
L'essenza è il centro dell'esperienza mentre la forma è
la rappresentazione scenica di cosa capita. Sta a noi decidere quale
obiettivo seguire.
(ottobre
2002)
La
forza e la sensibilità
Un
essere umano è complicato ed incomprensibile quando cerca di
spiegare i sentimenti di quello che prova. Ci sono due aspetti rilevanti
nella questione della sensibilità umana. Prima di tutto, l'essere
forti e l'essere deboli non sono opposti nel loro esplicarsi. Spesso
si immagina che l'unico modo per preservare la propria stabilità,
è quella di mantenere una salda chiusura al mondo esterno.
Questa modalità è credibile e anche umanamente giustificabile,
molto di più quando si affrontano periodi di grande dolore
ed amarezza. Ma dietro la semplicità di un comportamento umano
c'è qualcosa che non funziona. La chiusura non è comunicazione,
non è naturale, non è vitale. La natura ci insegna che
un fiore si apre a prescindere da chi incontrerà nel suo esistere.
Il fiore si dona al mondo. La chiusura non può essere vitale.
Perchè se difende ed è vero, non permette alle energie
della Vita di essere assorbite. "Fai entrare solo le cose buone
dentro di te". Questo è il primo passo verso l'illuminazione.
Esce il dolore dal cuore e dall'animo e si assorbono le energie luminose
e positive dell'Universo. C'è il primo stadio di consapevolezza
divina. L'individuo si concentra sul suo sè e cerca di trarre
forza per comprendere che esiste, vive e il suo vivere è uno
stadio di illuminazione e di crescita, di libertà e di forza.
Nell'elevarsi, lo sguardo si svolge agli altri. Dopo aver osservato
il sè, riconosce il mondo, come interezza, come pluralità
di sè uniti dalla Forza divina. La totale presenza di quel
mondo, come esistenza totale dell'umanità passata, presente
e futura, è un gesto di Amore e di illuminazione che porta
una serenità non come equilibrio raggiunto, non come stasi
apparente, sosta momentanea. E' quel dolce compagno di viaggio che
ti apre la mente e il cuore senza paura di perdere. E' il dono celeste
di aver raggiunto la strada della comprensione. E' la natura umana
che trascende una qualità divina.
(marzo
2003)
Il
sesso e il tantra
Una sera ho letto un articolo in cui si poneva la questione del sesso
e del tantra. Sono rimasta inorridita dal leggere certe frettolose
conclusioni e pericolose affermazioni pur conscia del fatto che un
articolo è di natura breve e concisa. Ho quindi deciso di fare
ricerche più approfondite prima di dedurre se la mia è
una natura troppo integralista e moralista o se effettivamente c'era
qualche discordanza in ciò che si affermava.
La questione è semplice. Se il sesso è energia che va
liberata e conosciuta per diritto individuale della propria esperienza
e della propria possibilità comunicativa, questo è un
fattore che viaggia in maniera distinta o congiunta a tutto quello
che siamo?
Qui rientra in gioco il fattore coscienza, me ne rendo conto, e dunque
evoluzione di cosa noi siamo prima individui e poi storia di individui
(quindi complessità sociologica acquisita). Affermare che il
concetto di giusto ed errato è una cosa che ha senso a livello
individuale ma a livello collettivo è molto pericoloso. Prima
di tutto.
Quindi affermare che noi attraverso esperienze che pur danneggiando
qualcuno possono portarci conoscenza e consapevolezza è sbagliato.
Vero è che la non consapevolezza ci salva ma la non consapevolezza
è un fattore.
Questo mi ha portato a comprendere una cosa fondamentale. Cos'è
il tantra?
Cos'è il sesso? istinto primario di riproduzione e poi di piacere,
ma se il sesso è una liberazione di alcune energie che sono
racchiuse a livello istintivo e primordiale, siamo certi che la ricerca
sia solo di piacere e non di conoscenza profonda di un'esperienza
che vada al di là del mero aspetto meccanicistico-fisico?
Quello che ho trovato sul Tantra è una miriade di foto e schemi,
descrizioni di posizioni tipiche o consigliate ma al di là
di questa coltre, quasi nascosto nell'ombra di un semisorriso, c'era
una definizione, un concetto, una spiegazione: "tecnica per ampliare
la conoscenza". Come un raggio che ha illuminato la mia mente
confusa.
Il sesso è una componente istintiva e primordiale degli uomini.
L'istinto è basico ma anche molto fisico o (se lo sai cogliere)
energetico. La cosiddetta attrazione. Poco spiegabile se non la vivi.
Oltre questo ci sono gli individui. Il grado di libertà interiore,
la loro spiritualità, il fattore egoico, la consapevolezza
e la conoscenza. Come si può capire? A volte e spesso, si vive
e basta.
Ci sono molti uomini che pensano di aver amato le donne che hanno
incontrato e averle soddisfatte nel profondo del loro piacere. Illusi.
Ci sono molte donne che pensano di aver dato tutto quello che avevano
senza aver ricevuto ciò che le spettava ingiustamente. Illuse.
Il Sesso Tantrico era il messaggio di Maestri che volevano illuminare
gli spiriti umani ma si sa, l'illuminazione giunge laddove la si cerca
o la si persegue. Diversamente è tutto molto bello, concettuale
e travisabile nel tecnico più che nello spirito...ahimè
come siamo piccoli e stupidi!
L'Amore
è un sentimento che comprendi su diversi livelli, quelli che
tu hai raggiunto.
Il Sesso è energia meravigliosa che vivi e condividi (se tu
vuoi, se sei fortunato o se loro sono fortunati). Non puoi scinderlo
dal resto. Noi siamo completezza di molteplici fattori, ugualmente
importanti e tutto deve rientrare nel tutto.
Bisogna
equilibrare le ricerche, ogni freccia delle nostre energie volge meravigliosamente
verso il Cosmo. Se tu comprendi l'Universo non puoi che godere della
bellezza di ogni istante meraviglioso che è sul tuo cammino.
E nel tuo gioire, il corpo fisico vive l'armoniosa energia del mondo.
(maggio
2002)
Il
sesso e la prospettiva dell'Amore
Gli
uomini e le donne sono fondamentalmente simili nell'esperienza fisica.
Emotivamente, mentalmente ed energeticamente differiscono nella percezione
e nell'interiorizzazione dell'esperienza, ma tutti gli esseri umani
in generale, cercano attraverso l'espressione di un rapporto duale
e quindi diretto con un altro essere umano di esprimere la parte intima
di se stessi.
Questo è un punto di partenza che si sviluppa nel tempo e nelle
esperienze diverse e che porta all'amara comprensione di quanto sia
difficile completare la propria essenza con un altro individuo e di
quanto sia ugualmente difficile rapportarsi in maniera abbastanza
soddisfacente in un rapporto duale.
L'Amore è alla fine di un ventaglio quasi circolare, che comincia
con il sesso, istinto primario, basico, fisico. Tra i due ci sono
tutte quelle esperienze che man mano ci portano verso l'Amore che
non è un'emozione, ma una Luce profonda che illumina l'individuo
nella sua dimensione unica per farlo vivere nella completezza del
mondo. Ricordo di aver letto una frase su una rivista psicologica
che diceva "Peccato che l'Amore sia vissuto da pochi eletti come
esperienza vitale". Questo mi ha fatto riflettere su due cose.
Da giovani si crede nell'Amore ma non si ha la comprensione di questo
sentimento, non si ha la maturità per affrontarlo e tuttavia
si vive, ancora infanti, ancora nella nostra sacralità di persone
quasi inviolate dalla scorza del mondo. Crescendo si capisce che non
è propriamente l'Amore ciò che si incontra. Non tutti
per fortuna, molti hanno la dolce illusione di un sentimento che li
appaga e li fa vivere sereni. Come si rompe un incantesimo?
A volte siamo noi che cerchiamo troppo la Verità, di capire,
di conoscere. A volte la Vita decide per te, perchè forse devi
capire le cose anche se non vuoi, perchè hai sbagliato strada,
perchè non c'è un perchè tanto chiaro se tu non
accetti la realtà. Te lo devi trovare da solo. Ed allora, io
credo, che si può vivere pieni di armonia e bellezza, luce
e serenità in mezzo al cielo, amando la natura anche se controversa
nel suo apparire. L'armonia dei colori delle stagioni, la bellezza
di uno sguardo rubato nella folla, la leggerezza quasi lirica di due
fidanzati che camminano per strada, il sorriso puro di un bimbo che
guarda il suo palloncino. La Vita offre un meraviglioso spettacolo
in ogni istante se tu sei pronto a scorgerlo. Perchè non si
può vivere di solo questo?
E' anche Amore, lasciarsi andare a questi sentimenti di gioia e di
bellezza. Eppure c'è una ragione per cui bisogna scendere sulla
superficie delle cose, attraversare le coltre nubi del reale e cercare
una valle in fiore piena di Luce. E' la ragione di questo Vivere.
Non si può restare spettatori ed amare il mondo in maniera
distaccata ed impersonale. Bisogna per natura umana provare ad incontrare
l'altro. Scontrarsi, lottare, conquistare e perdere. Un percorso unico
che passa attraverso tutte le esperienze che si fanno nel nostro vivere
sociale. Compreso il rapporto di coppia che resta forse l'unico rapporto
reale di crescita. Perchè incontriamo un altro nella sua parte
intima e quindi realmente incontriamo l'altro e questo a prescindere
dalla sua diversità biologica o fisica. Ci si può confondere,
è vero, ma nel tempo si impara molto. E nel tempo anche il
sesso, in quel ventaglio meraviglioso che è la Vita, si unisce
in prospettiva dell'Amore.
(aprile
2003)
Trattato
breve sulla circoncisione psicologica degli uomini
Parliamo
di energie, da un punto di vista femminile.
Nelle donne ci sono tre fasi:
2-
1- ........ 3-
La prima è la fase maschile
Si acquistano energie, le energie muovono il corpo e la mente,ci fanno
sentire forti, invincibili, indipendenti emotivamente. Non abbiamo
bisogno che di noi stesse, anche l'altro diventa una gratificazione
per noi stesse (atteggiamento tipicamente ma anche assolutamente maschile).
Il vivere è qualcosa di estremamente facile, il combattere
è un'azione che richiama in se tutto quanto siamo e tutto quanto
intuiamo (differenza tipica che ci rende migliori nella lotta rispetto
a un uomo). In questa fase una donna controlla, come un uomo, se stessa.
Può fingere di essere in atre fasi, tutto con estrema razionalità.
Tutto mirato al controllo e alla Forza.
La seconda fase è il culmine, la tempesta ormonale. Il passaggio,
il limbo, la trasformazione
Questa ci rende nervose, cattive, instabili e fuorvianti. Pazze e
creative. Perchè la pazzia femminile è una pazzia che
crea, quasi paradossalmente, richiamando appieno la natura di cosa
siamo noi umanamente e fisicamente. Ci ribelliamo senza una ragione
apparente o la ragione è proprio nella nostra completa dimensionalità.
Gli altri sono esseri da rispettare quando si riconosce la forza maggiore
ma da combattere se rappresentano un ostacolo o un limite. La seconda
fase è per fortuna la più breve ma anche la più
intensa, quindi maggiormente dobbiamo fare risorsa alla razionalità
e alla nostra capacità riflessiva di non incasinare troppo
le cose. Anche se è vero che proprio in questa fase si riescono
a prendere le decisioni migliori, quei colpi di testa che cambiano
il proprio destino. Nella prima siamo troppo concentrate su di noi
(come i maschi), in questa nuova fase non siamo niente, solo una tempesta
che si abbatte su quanto ci circonda. Non esiste dominio in questa
fase. Bisognerebbe avere la capacità di chiudersi in una stanza
ma ciò non avviene perchè non si ha il controllo. La
Forza è una freccia impazzita che può colpire qualsiasi
cosa. Un altro essere potrebbe, per Amore, decidere di operare questa
chiusura ma in questa fase la donna attrae in modo inspiegabile ed
è la fase dove è più divertente non per il senso
puro del termine, ma nel significato suo profondo, nel fascino di
capire una dimensione che è per lo più e per i più
totalmente sconosciuta ( e dunque ricca di fascino).
La terza fase è quella femminile
Diventiamo donne femmine. Diventiamo docili compagne che cercano un
fidanzato, un amore, un compagno da adorare e da cui prendere tutto
quel bisogno di maschile che si viene a creare nella nostra testa.
Allora ci si pente, di tutto quanto fatto nelle prime due fasi e si
vive cercando di fare qualcosa di "buono". si cerca di cambiare,
di trovare o anche solo di cercare. La fase femminile è quella
della dolcezza triste, del bisogno disperato di amore, della voglia
di fare l'amore con un uomo che ci trasmetta un senso di affettuoso
bisogno di noi stesse. Non ci basta più il corpo in questa
fase, non ci basta più la mente. Cerchiamo l'anima. Gli uomini
non comprendono neppure per sommi capi questi piccoli segni.
Credono sia debolezza. Credono che sia fragilità. Ma è
proprio qui che riconoscono una donna. E' qui che vedono la donna
da conquistare, da castigare, da illudere, da amare, da adorare, da
odiare, da svuotare, da riempire. E in questa fase, noi donne glielo
permettiamo perchè in questa fase non esistono barriere. E'
la fase perdente. Sembrerebbe. E' la fase dove la creazione fissa
i suoi appunti. Dà il suo fondamento. Per ritornare alla prima,
dominio e controllo dunque crescita della creazione (sviluppo).
Un
piccolo appunto. Le donne non sono perfette. Sono potenzialmente perfette,
in modo naturale. La donna può con meno fatica arrivare alla
perfezione rispetto a un uomo. Perchè naturalmente ha in dotazione
un tesoro più grande. Poche ci arrivano, perchè i limiti
dell'educazione e degli archetipi (entrambi certamente maschilisti)
è altamente fuorviante.
Ed è solo l'integrazione che può creare ricchezza comune,
per il mondo come evoluzione, come perfezione dell'essere umano.
(maggio
2002)
La
crudeltà e la compassione
L'Amore è una qualità divina. Che senso avrebbe se fosse
umana? Il nostro essere umano è talmente denso di sfaccettature
e limiti che mai potremmo giungere alla Perfetta Consapevolezza. Il
nostro intento di Vita non è umano e quando lo diventa ci porta
al fallimento di quello che siamo, come talenti, come promesse, come
percorso evolutivo.
L'Amore nella sua elevazione, nel suo splendore divino come Compassione
è realizzabile nel nostro vivere quotidiano?
La debolezza umana è una realtà al quale nessuno può
sottrarsi e i Grandi Maestri ce lo hanno insegnato vivendo la Vita.
Di tutte le debolezze quella che dovremmo temere maggiormente è
la crudeltà. Vergogna per l'uomo crudele. Vergogna perchè
vuole ferire chi è ferito, distruggere dove è distrutto.
E' possibile comprendere la crudeltà? L'esseri crudeli è
una triste conseguenza del proprio vissuto, una debolezza psichica
, una mancata consapevolezza dei propri intenti? E' semplice salvare
il mondo, è facile trovare una causa. Ogni uomo possiede la
libertà di compiere il proprio cammino, dotato di cuore, testa
e sensibilità emotiva. Se uno ha minorazioni in una qualsiasi
dimensione di sè, è una colpa del mondo o di se stesso?
La crudeltà è una vergogna. Vergogna perchè non
è un cammino, è una sconfitta su ogni fronte e niente
può essere salvato dalla crudeltà. Questa non è
un errore, non è uno sbaglio. La crudeltà è peggiore
dell'inferno dipinto dai grandi pittori, peggiore delle visioni dei
mistici, più oscuro del buio, senza alcun spiraglio di salvezza
e comprensione.
E' la peggiore condanna dell'uomo . E'la vergogna dell'umanità.
Solo la compassione può provare distacco mentale, emotivo e
animico nell'affrontare la crudeltà. Come un cane feroce che
ringhia legato a una pesante catena. La compassione passa e va oltre,
perchè nessuno può toccare la crudeltà senza
restarne ammorbato. E' il virus che intacca lo spirito aprendosi un
varco nella mente. Trovando giustizie e giustiziati nell'alienazione
monolitica di uomini che hanno smesso di guardare il cielo da tempo
o negli uomini che hanno cercato di costruire macrocosmi pieni di
se stessi sopra gli altri. E come tutti i virus si diffonde, contagiando
e disseminando la propria vergogna sul mondo. Come i virus è
un male che a volte presenta il solo rimedio dell'isolamento, del
distacco.Solo la compassione può guardare verso la crudeltà,
perchè è Amore nella sua massima elevazione Divina e
dove c'è Dio non può esserci nessun male.
(luglio
2003)
L'equlibrio
e il senso delle cose
Nella
Vita affrontiamo tutti e diverse volte, delle bufere, tormente, situazioni
difficili che in modo del tutto soggettivo ci fanno perdere il centro
di noi stessi. E' in quel momento che ci sentiamo spersi, senza una
direzione, una prospettiva e ci sembra di aver perso ogni senso di
ciò che ci circonda.
Diventiamo prima molto soggettivi, ovvero tutto ciò che ci
capita ha il gusto dell'unicità drammatica e piena di dolore,
ma non è questa la giusta prospettiva. Purtroppo se fosse semplice
credo che tanti percorsi si fermerebbero nell'età primordiale
del nostro vivere, comunque questo voglia essere inteso. Ma al di
là di facili considerazioni, il giusto insegnamento da trarre
è che con il tempo le sfide della vita ci dovrebbero rendere
forti e non duri. Molti dietro le sconfitte si induriscono, nel cuore
e nella mente. Diventa tutto un rubare a chi è stato a sua
volta derubato e il senso di colpa si confonde nell'astio di aver
sofferto. In questo modo dilaga il pericoloso percorso involutivo
che se pur desta un senso di appagata giustizia (molto non illuminata
a dire il vero), ci intorpidisce la mente e le emozioni.
La mente è ciò che maggiormente si percepisce in una
forma di lotta al vivere quotidiano ma quello che si dimentica è
che le emozioni sono la corrente che circola maggiormente nel nostro
equilibrio corporale. L'equilibrio è per sua natura stessa
difficile da mantenere e forse è anche bene che ogni tanto
si perda nella follia di momenti che seppur errati nella loro causa
primaria, restano corretti nel loro significato globale di arricchimento
e crescita interiore. Ed essendo difficile mantenere equilibrio e
giusta visione del reale, il senso delle cose varia come d'incanto
in un meraviglioso cocktail dal sapore dolce e delicato come ambrosia
velenosa. Ma è questo senso delle cose che nella saggezza che
tutti gli esseri umani hanno nel loro cuore, porta nel tempo breve,
medio o lunghissimo a seconda del meccanismo reazionale di ogni individuo,
ad agire secondo quella che è la giusta prospettiva.
Il senso delle cose non è soggettivo. Il senso delle
cose è una visione unica, innalzata, non legata al tempo ed
allo spazio.
(febbraio
2003)
La
libertà e l'abitudine di verità
"Mantenendo
la mente concentrata (...) viene corrosa l'abitudine di verità
e, poichè la libertà che ne consegue si imprime del
tuo continuum, anche la più radicata abitudine al sè
scompare. " (Il libro tibetano dei morti)
Una
delle condizioni di verità è quella di presupporre che
questa esista come status assoluto e reale, quasi da un punto di vista
scientifico. E' come se ciò che io vedo abbia un suo contenuto
reale, vero, assoluto e stabile.
L'elemento che ci rende liberi ed esseri meno tristi è la capacità
che abbiamo di vedere le cose come sono, quindi la non capacità
di illuderci. Già questo è un passo importante nel comprendere
la realtà che ci circonda. Qui si fa un passo enorme che non
tutti possono avere la fortuna di compiere. Questo rende un essere
umano completo, evoluto e quindi pronto a vivere la sua dimensione
infinita. Ma così come è difficile comprendere, maggiormente
è difficile capire perchè noi siamo abituati a pensare
che una cosa è reale perchè la vediamo. Vediamo un bicchiere
e questa è una nostra verità. Invece la verità
liberata da questa abitudine che seppur ci rende coscienti di una
nostra dimensione, ci limita nel nostro processo di apprendimento.
E quella rinuncia che ci sembra impossibile è solo frutto di
paura. La paura del vuoto immenso che comporta abbandonare tutto quello
che si sa, che si crede di avere, che si crede di essere.
(marzo
2003)
La
costanza dello sbaglio
La
Vita è amorevole e suggerisce la soluzione ai nostri problemi,
quasi sempre con una costanza che potrebbe spaventare.
E in effetti questa costanza rende gli uomini capaci di compiere un
cammino evolutivo nel tempo e di considerare che al di là delle
facili questioni oggettive, vi è una questione più elevata
che nasce nel bisogno di comprensione.
Cosi, metaforicamente parlando, la Vita ti offre un piatto di broccoli
fino a quando non impari a mangiarlo. Perchè era di quello
che avevi bisogno ma il bisogno per l'uomo che cerca di arrivare a
soddisfare desideri che nascono più nell'istinto di suoni tribali
e di voci di moltitudini, è sempre qualcosa da cui sfuggire.
Certo non è semplice trovare la soluzione dei propri limiti
additando la società e i suoi bassi valori e principi. La violenza
incombe su tutto, l'egoismo e la prevaricazione sono questioni dalle
quali impariamo a difenderci giorno per giorno. E dunque impariamo
noi stessi ad essere quello da cui ci difendiamo. E la giustificazione
è ovvia nella capacità di sopravvivenza. In fondo da
che l'uomo è nato, l'istinto alla sopravvivenza fisica prima
e mentale (o egoica) dopo, lo ha sempre portato ad asservire concetti
dai quali si difendeva con spada tratta.
In questo modo ha compiuto il rallentamento sulla sua crescita, nella
sua comprensione, perchè la sua ragione si è direzionata
nella parte opposta a se stesso. E' andata verso l'altro.
Allora il paragone serve fino a un certo punto. A stimolare ma mai
giudicare. A cercare di superare dei limiti e non a diventarne parte
integrante. Ma lo sforzo umano non può essere distinto dallo
sforzo della Vita. Che con Amore ci riporta alla realtà che
non rappresenta la nostra visione delle cose e neppure quella degli
altri.
E nella costanza dell'Amore che la Vita nutre per ogni individuo,
si compie il miracolo della comprensione e quindi della crescita.
(Luglio
2004)
Valenze
energetiche e libero arbitrio
L'energia,
dunque l'esperienza energetica, ha due valenze: positiva e negativa.
Ugualmente forti, ugualmente realizzative. Ma la negativa uccide la
nostra essenza e ci dà risultati solo materiali. La positiva
libera la nostra essenza e ci porta risultati in grado di realizzare
i nostri veri bisogni.
I veri bisogni spesso non si sa quali siano: è questo il difficile.
Il vissuto e il vivere sociale ci portano ad interiorizzare concetti
sbagliati sul tema realizzativo (archetipi). Questo è fuorviante
ma andare contro queste direzioni può essere molto doloroso.
Ci sono aspetti di noi, maggiormente le emozioni, che possono farci
soffrire molto. Perchè la nostra essenza è circondata
da sovrastrutture che sono patrimoni genetici e culturali, a volte
positivi, a volte karma negativo che va affrontato e risolto. La sensitività
è un dono Divino, usato anche per fini di malvagità,
perchè ogni uomo ha il Terzo occhio, di ogni estrazione, cultura,
epoca storica. L'evoluzione può guidare la sensitività
allo Sprito della Fratellanza, a quel mondo a cui anelano i grandi
Maestri che ritornando sulla Terra cercando di guidare gli uomini
verso la Luce.
Ma non è sempre facile. La lotta tra il bene e il male è
una lotta che non terminerà mai fino a quando l'evoluzione
non sarà terminata. E questo è importante per tutti
gli uomini, anche per i malvagi, anche per i vampiri. Tutti gli uomini
hanno lo stesso diritto alla Vita e nella libera scelta proseguono
un loro cammino, fatto di sofferenza e di crescita.
E la ragione di una crescita risiede nella sua massima possibilità
: il libero arbitrio.
(Luglio
2003)
La
semplicità
E
il mondo continua a girare
e inonda la bellezza ovunque, nonostante
il tuo piccolo dolore uomo. Piccolo uomo in confronto all'universo,
tutte le sue stelle e tutto il suo infinito. Ma perchè non
si ferma il dolore di fronte a tale bellezza?
Miliardi di anni si sono consumati sotto il suo sguardo, come frammenti,
come piccole storie. E niente sembra averlo turbato ma la Vita osserva
come una madre tutti i suoi figli. I loro piccoli problemi e le loro
paure e nel contempo li guida, li sostiene e li esorta. "Cambia
ogni giorno", sembra dire. Mentre lo insegna con la natura, le
sue stagioni, le sue forme e i suoi colori. Niente è statico
nell'universo. Nulla resta per sempre, neppure un pensiero, un concetto
illuminato. Sono state dette grandi parole e solo alcune per potere
di grandezza e di mistero, sono rimaste vive e intatte allo scorrere
del tempo.
E nonostante questo, gli uomini rincorrono ancora i loro piccoli desideri.
"Voglio una cosa, voglio un sentimento, voglio quello e l'altro".
Voglio. Vorrei. Cosa cambia nell'addolcire con un termine meno violento
e prepotente una richiesta cosi flebile e piccola?
Perchè l'uomo desidera? Per essere piu felice. Ma cos'è
la felicità per un uomo? E' cosi poco che non servirebbe neppure
chiedere alle stelle e al Cielo, Padre dei padri. Le cose che desidera
sono qui, per tutti, anche per lui.
Ma si pensa che ogni desiderio sia separato dalle conseguenze del
suo desiderare. Esistono dunque conseguenze. Se mangi molta torta
è certo che avrai mal di pancia. E' cosi semplice che è
quasi banale ripetere discorsi di circostanze.
Ma è proprio nella semplicità che occorre osservare
la Vita. Nelle cose banali, quelle che passano inosservate, quelle
che sembrano cosi piccole che sicuramente non potrebbero cambiare
niente, non porterebbero i loro frutti.
E le cose semplici sono i campi arati dei contadini. Le piantine che
ogni giorno si possono coltivare e che certamente porteranno risultati.
E il mondo ce lo insegna. La natura instancabile mai si dimentica
di far fiorire un ciliegio e di rallegrare con i suoi piccoli frutti
rossi, il verde dell'estate. E nell'alternare di ogni sua stagione,
il mondo gira.
In mezzo al dolore dei piccoli uomini.
(12
luglio '04)
Devozione
e Fedeltà
A
cosa serve essere fedeli? A noi stessi. E nel nostro esserci fedeli
dobbiamo porci nel rispetto e nella coerenza con i nostri intenti
nobili e puri.
Parole
che possono avere valenza architettonica nel pensiero dell'uomo. Perchè
ognuno sarà abile giocoliere ed interpretatore commediante
delle sue vicende umane.
Non è che non possa esserci un chiarimento, ma questo è
molto difficile.
Parlo dell'inganno. Che opera su strade differenti perchè non
usa aspetti comuni e banali e certamente è dotato di grande
intelligenza e creatività, abile e per alcuni versi alchemica.
Ma non è dell'inganno che parliamo.
Parliamo di devozione e fedeltà.
Spesso si intende una nel senso religioso-spirituale, l'altra nel
senso umano, legata forse ad aspetti relazionali che siano di sesso
opposto o comuni.
Nella realtà questa scissione opera o è operata dagli
uomini. Che pur mantengono distanze dai concetti e la distanza nasce
dal fatto che in questo modo possono liberarsi dal peso di una complessità
dormiente.
Ricercando nell'uso distante di un concetto non sempre esprimibile
a parole, una semplicità di intenti e situazioni. Che equivale
a una complessita di ruoli non integrati.
La devozione è l'aver interiorizzato una qualità energetica
luminosa e consiste nel rinnovare l'apertura a questo canale, volerlo
difendere fino a quando il suo percorso non sarà del tutto
naturale.
La fedeltà è l'aspetto umano, legato alle vicissitudini
ed agli eventi, dello stesso percorso energetico.
Perchè l'uomo opera secondo due livelli:
- piano spirituale (divino)
- piano umano (mente ed azione)
Questo
avviene sempre, ad ogni stadio e per ogni individuo.
Allora l'infedeltà e il conseguente tradimento non sono altro
che la rottura del percorso armonico. La scissione tra l'umano e il
divino.
(13
luglio '04)
Sublimare
Quando
vi sono istinti ed emozioni che ci portano verso il basso della nostra
evoluzione umana, è giusto sublimare?
La
crescita è un fattore che agisce dentro di noi secondo alcune
direzioni. La prima è quella dell'Anima perchè è
li che le cose vengono percepite semplicemente e senza ragionamenti
di alcun tipo.
Successivamente all'accento animico allora le cose agiscono a livello
mentale.
La mente è una componente umana che può rappresentare
un'espansione o un freno inibitorio al nostro processo di apprendimento.
La differenza si pone nell'uso dell'intelligenza o intelletto. Vi
sono, al di là della capacità intellettiva che può
essere più o meno sviluppata, due tipi di intelligenza. Quella
superiore e quella inferiore.
L'inferiore è l'intelligenza legata agli istinti e ai limiti
psicologici o caratteriali dell'individuo. La superiore è ispirata
dalle qualità divine.
L'uso del basso livello, pone l'uomo in una condizione di perdita,
mentre l'uso della qualità superiore lo aiuta nel consolidamento
e nella crescita.
Tuttavia nella formazione di un percorso evolutivo, molte insidie
sono gettate all'operato umano per via della sua limitazione, cercando
un forzato orientamento su vecchi schemi comportamentali. Il vecchio
nel pensiero umano rappresenta la sicurezza, perchè annulla
il rischio della non conoscenza ed è già stato sperimentato.
L'uomo è tendenzialmente sedentario e generalmente è
orientato al consolidamento più che all'avventura.
Inoltre vi è anche un discorso energetico.
Perchè l'aver attinto a un certo tipo di energie, lo porta
a dirigersi con maggiore facilità (o semplicemente a livello
istintivo e inconscio) verso quei canali da cui a un certo punto decide
di distaccarsi.
La ragioni di un cambiamento sono sempre differenti e diverse. All'apparenza
e secondo una visione linguistica possono chiamarsi in molti modi.
Tuttavia la radice nasce sempre nel dolore a cui segue la comprensione
(non sempre a livello mentale). Ed è solo in questo modo che
secondo un processo elementare e di principio generale, si comincia
il ri-orientamento.
Ma quando vi è decisione anche intellettiva del cambio di rotta,
molti possono essere i ritorni energetici che come frecce veloci e
potenti si direzionano sopra l'uomo "bambino" che muove
i suoi primi passi.
E' in questa fase, delicata ed importante, che nonostante la comprensione
e le decisioni (anche a livello mentale), posssono sorgere ritorni
e tentennamenti.
Ed è solo l'intento forte, determinato e puro del proprio progetto
personale, che può chiarire.
Allora la sublimazione è un atto di variazione energetica che
fa scivolare le frecce in altre direzioni.
E da questa forte energia, possono crearsi situazioni nuove, consolidamenti
e prospettive di cambiamento.
Perchè l'energia non ha agito sulla mente ma sul movimento
e sulla crescita.
(13
luglio '04)
Parzializzati
e fragili
Parzializzati
e incostanti gli uomini muovono il loro divenire nel grande laboratorio
di Madre Terra.
E sorridono, ignari della perfetta solitudine che accompagna il loro
voto all'illusione.
Ma sentendo la vita fluire nel loro sangue, credono che il dondolio
delle circostanze, sia cosa di naturale vi è nel procedere.
Ignari.
Parzializzati.
Come
se fosse naturale offrire una parte di Sè senza che sia la
totalità a vivere. E si impegnano nel crescere, in questa sorta
di arte senza parte. Nel tendere alla scrematura di cosa vivere, di
cosa apparire, di cosa essere.
Perchè
si soffre? una domanda folle accompagna la comprensione.
Ma perchè non soffrire, visto che tutto ruota attorno a questa
scomoda consuetudine di vita, Maestra per lo più, perchè
tende alla pedagogia, alla formazione, all'insegnamento profondo.
E ottiene il perfetto contrario. La sciocchezza degli uomini è
cosa si vorrebbe far credere come umanità.
Umanità come debolezza, carne, limite a cui tendere per essere
in-gruppati in questo magico insieme.
Eppure l'umanità ha valori elevati, infiniti. Dolcezza a cui
la carne si eleva e vive della luminosità di uno spirito. Pura
conservazione della specie. Preservazione di un genere che ha popolato
e popolerà le verdi valli di questo caro pianeta stanco.
Uomini.
Stolti.
Giocano
con la Vita come se di una partita si trattasse e poi divorano bugie
come prede inferocite. Divorano follia.
E segnano i loro percorsi con quell'amabile confusione che di cui
si attorniano. In mezzo al nulla poetico, in mezzo al tutto tragico.
E camminano ancora gli uomini. Parte, piccola parte di cosa sono.
Senza che questo sia un problema. Senza sentirne il peso. Beati gli
stolti.
Gli impuri. I senza cervello. Beati i folli. Gli aridi. I carnefici.
Beati coloro che del ruolo di una parzializzazione ne hanno fatto
la loro forza. E divampano nel potere di un idillio. Babelico e fragile.
Irrisoluto e denso.
(Sett
2005)