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I Tarocchi e la Saggezza

I Tarocchi descrivono pittoricamente la Saggezza Eterna

Quando in tempi immensamente remoti, i Guardiani della Dottrina Segreta, gli iniziati depositari dei Misteri occulti, si resero conto che si avvicinava un tempo in cui tutti i loro insegnamenti sarebbero andati persi, cercarono un modo per salvare i principi essenziali della loro conoscenza sacra. I membri del Consiglio proposero varie soluzioni. “Dipingiamo i testi degli assiomi sulle pareti di un tempio solido e antico”, suggerì il primo. Ma gli altri conclusero che anche la costruzione più solida e forte non avrebbe resistito alle forze distruttive degli invasori e delle intemperie. “Incidiamo gli assiomi su delle lamine di un metallo resistente” propose il secondo. E gli altri obiettarono che se fosse stato prezioso avrebbe attirato i ladri e diversamente si sarebbe arrugginito. Il terzo allora disse “Affidiamo gli Arcani a un uomo semplice e virtuoso che difenderà e trasmetterà il segreto in punto di morire a un altro uomo semplice e virtuoso.” Tutti ragionarono sul fatto che la vera semplicità è rara e la virtù è accessibile alla tentazione. Mentre discutevano il più giovane degli adepti prese la parola e disse “Approfittiamo allora dei vizi, dei peccati e delle passioni malvagie dell’uomo per conservare la nostra ricchezza. Li esprimiamo simbolicamente per mezzo di figure innocenti che moltiplicate all’infinito sazieranno la brama del gioco dell’uomo. Affidiamo alle forze del male la conservazione dei semi della Virtù che portano con sè la certezze delle salvezza e del bene del mondo”. Tutti approvarono la scelta saggia del giovane adepto e così nacquero i Tarocchi.

Così ci racconta Frank Lind nella sua opera How to Undertstant the Tarot.

Quasi tutti convengono che i Tarocchi nascono in Egitto. Court de Gèbelin, uno dei primi studiosi a indagare con un serio interesse pubblicando nel 1781 Le Monde Primitif, sostiene che la parola Tarot derivasse da due parole egizie: Tar (strada) e Ro (re, reale). Accanto a queste richiamò anche la parola Arosh considerata composta dalle sillabe a (dottrina) e rosh (mercurio). Ci sono molte cose che si dovrebbero conoscere sulla storia dei Tarocchi, che passati nelle mani del popolo sono stati condannati come “libro figurato del Diavolo”. J. D. Blakeley, nel suo paziente lavoro La torre mistica dei Tarocchi, si chiede come mai si sia svilito il significato di questo strumento di saggezza e di conoscenza: "forse come afferma qualcuno, la natura esoterica di quella saggezza era nascosta troppo bene? Oppure, come si apprende dalla lettura medievale del Santo Graal, la saggezza venne volutamente sottratta al piano umano, quando l'evoluzione della razza si orientò verso le scienze materiali? E' vero, come sostengono alcuni, che l'antica scienza è conservata da ignoti maestri della saggezza, o dorme, non riconosciuta, negli archivi delle biblioteche e nelle tradizioni esoteriche di gruppi o istituzioni organizzate, per attendere la piena influenza dell'Era dell' Acquario, che ... ristabilirà gli antichi principi della "Fratellanza dell'Uomo" (...)."

Tutto questo ci fa riflettere sull’importanza che oggi assume questo strumento di divinazione. Sui numerosi bisogni dell’uomo, sul suo vuoto incolmabile e dall’altra parte sul suo insaziabile bisogno di materialità che lo spinge a volte in strade complicate che sviano il vero senso della conoscenza e della profonda saggezza che è contenuta negli Arcani. Come riflettevano i Guardiani della Dottrina Segreta, non basta avere sensibilità per comprendere il mistero racchiuso nelle figure semplici dei Tarocchi, perchè la tentazione è il pericolo che da sempre rincorre l’evoluzione dell’uomo. Tentazione come allontanamento dal suo percorso, come involuzione, come impoverimento. Solo la Conoscenza ci porta a sviluppare una relazione pura e disinteressata con il mondo delle cose che ci permette di accedere alla Verità con profondo rispetto e con la consapevolezza che si è uno strumento, non depositari di Misteri Occulti. Solo strumenti che di volta in volta devono ritrovare l’equilibrio con il mondo e con se stessi per poter attingere alla Fonte Luminosa della Vita. (nov 2001)


Le basi per un consulto

 

Questo è un argomento difficile.

Prima di tutto per l'attesa che si pone nel verificarsi di un evento piacevole che è stato previsto da un cartomante.Secondo di tutto per lo stato psicologico che ha chi si avvicina alla cartomanzia. Preferisco affrontare il discorso partendo dalla seconda questione.

Chi decide di rivolgersi a una cartomante, è una persona che ha subito un forte stress, dovuto a una qualsiasi ragione. C'è un qualcosa nella Vita che non possiamo controllare più di tanto e a volte ci confonde le idee. E' vero che sta a noi decidere nel libero arbitrio quale strada prendere ma nel percorrere un sentiero possiamo incappare in fatti che non avevamo preventivato. C'è chi lo chiama destino. Detto questo, ognuno di noi, può desiderare cose che non ha e allo stesso modo rifiutare qualcosa che lo perseguita. In questo non c'è nulla di sbagliato, ma i sentimenti sono cosa diversa dalla ragione, per cui possiamo essere così testardi da volere a tutti i costi una cosa che proprio non fa per noi, oppure ad inseguire una meta che non raggiungeremo mai mentre di fianco ci scorrono meteore piene di promesse. Dove sta l'errore? Nella confusione. Il caos è il punto di partenza della Vita, ma è anche il momento dove siamo messi più a rischio nel capire dove vail nostro percorso. Per questo ricorrere ai Tarocchi può essere un aspetto di autoterapia e di autocoscienza valido. Come ho già detto e dirò fino a farmi odiare (spero di no) in ogni nostra azione è sicuramente più importante il come rispetto al cosa. Per questo non è detto che un consulto sia cosi risolutivo delle nostre tensioni o confusioni. Innanzi tutto è importante comprendere come ci si pone di fronte all'energia dei Tarocchi (si tratta sempre di fonti energetiche, non dimentichiamolo).

Bisognerebbe avere rispetto, leggerezza d'animo, serenità nell'ascolto. Allora alcuni (io stessa l'ho fatto...) potranno obiettare: "se io avessi leggerezza d'animo non mi rivolgerei certo ai Tarocchi, ma affronterei la cosa da solo!". Questo è sbagliato. Perchè noi pensiamo ai Tarocchi come se fossero la cartomante che li legge. Una specie di magia e così invece non è. Non si tratta di magia. Ma di energia. Se io vado da un amico per farmi consigliare, non ho lo stress e l'ansia di cosa mi dirà, ma sono sereno nell'ascolto. Non ho tensioni nelle aspettative di quello che mi consiglierà ma avrò la leggerezza d'animo di affidare i miei dubbi e le mie problematiche a qualcuno che mi è caro, che mi vuole bene e che dirà parole che sapranno confortarmi e aprirmi un varco di speranza. Un amico non è sempre saggio, ma è un amico. I Tarocchi hanno la saggezza nel loro esprimersi perchè sono la Fonte dell'Antico sapere. In questo senso intendo dire serenità nell'ascolto. Per il rispetto non dovrei ma preferisco aggiungere un commento a questo termine che oggi è molto usato ma poco praticato. Rispetto vuol dire che se io nn credo e se sono diffidente, non è importante, ma se io derido o chiedo cose nel proposito di ottenere una prova della validità e veridicità dei Tarocchi, è meglio se vado a farmi un giro in bicicletta. Proprio per questo motivo non ci saranno risposte. I Tarocchi leggono il cuore del divino (colui che interpreta i loro segni) e del consultante. Se vi è difetto non parlano. O ingannano. Che è ancora peggio se vogliamo. Perchè anche l'individuo più diffidente e ostile del mondo sarà invaghito del messaggio che arriva al suo orecchio.

C'è un altro modo di mancare di rispetto, meno evidente, più sottile. Quello di chiedere la stessa cosa a più cartomanti, diverse volte, quasi infinite, ogni giorno, più volte al giorno. In questi casi, mi perdonino tutti i divini del mondo, io consiglio un buon terapeuta. Il rischio di cadere nella trappola dei consulti è qualcosa che va al di là del nostro controllo. E' come una droga. Si prende la pallina tutti i giorni nella speranza di leggere qualcosa di diverso ma non si capisce che in fondo ogni messaggio è diverso. Questo è mancare di rispetto prima di tutto a se stessi oserei sottolineare. Ma questo rischio oggi è diventato enorme. La cartomanzia ha aumentato il suo sfogo fornendo servizi gratuiti al telefono e in alcune chat, dove bisogna attendere delle ore per ricevere una risposta. E tutti i pomeriggi o le mattine, si ritrovano le stesse persone. Perchè? E' questa la domanda che mi sono posta tante volte. Perchè le persone anzichè liberarsi di una tensione e di uno stress se ne devono ritrovare uno nuovo che è legato a quello che è l'aspettativa di cosa accadrà per un certo evento e per una certa questione (quasi sempre di cuore ahimè...)? Questa è una domanda che ci deve far riflettere. In ultima analisi, vorrei, assumendomi tutti i rischi, parlare del consulto in termini attivi e passivi. Il consulto è uno scambio di energie tra la fonte del divino, che dovrebbe essere solo un canale (ma così non è e qualcuno mi dimostri il contrario...), il consultante e i Tarocchi. Dal punto di vista del consultante mi sembra di aver già detto abbastanza, almeno per ora. I Tarocchi esprimono un consiglio o una risposta a una domanda precisa che è valida nel momento del consulto. Il problema finale è il canale, il divino. Ho anticipato prima che il divino non è mai un puro canale, perchè dovrebbe essere un falso essere umano. Anche lui avrà emozioni, vita che vive e che gli procura un certo stress, una certa stanchezza, suoi punti di vista personali su quanto vede e interpreta. Perchè non sono i divini ad essere saggi ma i Tarocchi. Non dimentichiamolo. Per questo più che la purezza del canale è importante la purezza del suo cuore. Di tutto il resto non è così semplice difendersi e l'inganno ha molte strade per manifestarsi. Conosco divini che pur di aver ragione hanno manipolato la mente dei loro adepti. Questo non è giusto perchè la responsabilità psichica oltre che psicologica di chi incontra un essere umano in difficoltà, lo pone in una fase di alta responsabilità, alla quale non è così semplice sottrarsi. La vanità, l'abuso di potere, il pensiero di poter essere indispensabile alle persone, il denaro, sono tutte corruzioni insidiose che intaccano l'anima di chi interpreta la sacralità energetica dei Tarocchi. Inoltre l'era moderna ci ha fornito di una tale quantità di divini che è impossibile pensare che siano tutti bravi e saggi. Il mondo sarebbe sicuramente differente, credo. E nel dire questo mi metto di fronte ad uno specchio.

Mi sono avvicinata con molta prudenza a questo strumento e provo con tutti i rischi che comporta ad interpretare queste energie meravigliose, che io amo contemplare quando tutto intorno tace. Ma se non parlassi non sarei onesta. Io cerco la Verità nel rispetto di chi la segue ma senza aver paura di dire ciò che penso. Sarebbe un lavoro inutile costruirmi una fortezza fatta di tanta cortesia e sorrisi per tutti. Chi cerca la Verità usa il sorriso perchè non teme, ma nella mano impugna la spada ferma e lucente. E non per difendersi. Solo per svelare. (marzo 2002)


Il tempo di un consulto : la stoltezza giovanile

 

Stoltezza giovanile ha riuscita. Non io ricerco il giovane stolto, il giovane stolto ricerca me. Consultato una prima volta io dò il responso. Se egli interroga due, tre volte, quest'è importunare. Se egli importuna non dò responso. Propizia è perseveranza. (Il libro dei Mutamenti - I King)

Ogni quanto è bene fare un consulto? Per rispondere a questa domanda, vorrei usare un pò di filosofia e saggezza cinese che ho incontrato nello studio del testo che è la radice della civiltà di questa cultura. La stoltezza giovanile non è un'onta perchè rappresenta il nostro crescere e il nostro divenire. Non è il Maestro che cerca l'allievo ma è l'allievo a cercare il Maestro perchè in questo modo il tempo è giusto e anche l'effetto dell'insegnamento lo è. Ogni insegnamento si basa sul rigore della disciplina. In questo senso bisogna leggere l'esagramma cinese che ho voluto estrarre per rispondere alla questione che riguarda la frequenza dei consulti. Se io chiedo la stessa cosa più volte al responso divino non posso sperare di ottenere la stessa risposta. Se io la chiedo a più divini, quasi come per comprovare la validità della risposta, come posso sperare di essere esaudito? E' la perseveranza che determina la risposta, la pazienza ed il mio agire.

Un'ultima questione che vorrei affrontare è il tempo che riesce a vedere il consulto. Ho già detto nell'esordio di questa mia sezione che i Tarocchi servono per chiarire una situazione e che danno una risposta valida nel tempo in cui la chiedo. Ho letto un libro che mi è piaciuto molto sulla cartomanzia, la cui autrice spiegava :" I Tarocchi servono a chiarire e consigliare una situazione presente più che guardare nel futuro" (Antonia O. Mattiuzzi). Questo a mio parere è molto importante. Il futuro non è un cammino predeterminato. Non ci sono eventi prestabiliti. Ognuno di noi ha un cammino che decide giorno per giorno e sarà quel cammino a portarlo verso certi eventi. Ma nessuno può sapere oggi cosa succederà tra due anni. Questa è sensitività e non si basa sul cammino, ma su un dono prezioso che solo alcuni individui hanno la fortuna o sfortuna di avere. Quindi, rivolgendovi a un cartomante, se questi vi dice "vedo tutto bloccato" pensate che è solo il presente. Da domani il tuo muoverti, il tuo cercare, la tua comprensione, ti porterà a sbloccare la situazione, a modificare gli eventi. Questo è il senso della Vita? Lottare per ottenere il nostro spazio di serenità? Sono domande a cui io non so rispondere. Ma sono certa che tutto questo lavoro o lotta che noi compiamo giorno per giorno ci porta verso quella meta preziosa a cui tutti dovremmo tendere: noi stessi. E nelle figure dei Tarocchi leggiamo i preziosi consigli che in momenti difficili e bui, sanno consigliarci e guidarci. (maggio 2002)


 

Carte positive e negative


Un metodo tradizionale per interpretare i Tarocchi è quello di distinguere le carte positive da quelle negative, come anche quello di leggerne un senso diverso se queste appaiono al contrario. In un'epoca, come questa che viviamo attualmente, dove il proliferare di spiritualità aggiunta è un meccanismo insano e personalizzato, direi che è pericoloso affermare che ogni insegnamento tradizionale si può revisionare per eliminare ogni sorta di punizione e ravvivare il concetto di positivismo. Questo ragionamento a prima occhiata è banale. A seconda direi opportunistico. A terza occhiata molto infantile. Su questo ragionamento io baso il mio pensiero. Non esistono figure negative e positive, ovvero non esistono figure totalmente negative e positive. Ogni energia espressa dai tarocchi è una parte colorata di quell'arcobaleno a cui tutti tendiamo per arrivare alla nostra meta. Cosa sarebbe la gioia di un abbraccio se non avessimo mai sofferto la solitudine?
Antica saggezza orientale che ci insegna che nessuno è totalmente buono o cattivo. Sarebbe dannoso per noi stessi affermare il contrario ma tuttavia è l'intento di come usiamo questa energia che ci rende più buoni o meno buoni. Complesso da spiegare ma molto semplice a livello intuitivo. Tornando ai Tarocchi io ricordo un tempo in cui l'angoscia prevaleva sul mio sguardo quando scorgevo la figura della Torre. Orribile presagio si accaniva nel mio pensiero e con il cuore speravo che subito dopo ci fosse una carta propizia ad annullare il senso di quanto affermato dalla prima. Ahimè. Meccanicismi razionali delle letture da manualetti market-info. Non è questo il vero senso della lamina. Molti libri spiegano il concetto energetico dei tarocchi, del misticismo, della storia e della loro evoluzione. In senso generale. Molti altri ne spiegano il significato preso per singola carta e altri ancora, per ovviare a cercatori di raffigurazioni primitive, ne stilano il senso per gruppi interi. Papa, Papessa e Fortuna sono il segno di un incontro intuitivo ed evolutivo. Tutto qui?
No, questo è solo la veste superficiale di un Tarocco. Se io leggessi i ceci colorati o una scatola di pennarelli, sarebbe la stessa cosa credo. Ad ogni colore attribuisco un senso, per vissuto o per cultura o per magnifica mia invenzione e poi leggo. Questo è un gioco di pura casualità ovvero di estrazione fortunata di possibili eventi. Mi può andare bene. Posso anche convincermi che andrà cosi oppure posso fare in modo di aver ragione. Ma questa non è la vera energia dei Tarocchi. Il Tarocco è una lamina complessa che racchiude molteplici significati, un aspetto energetico che va analizzato nella sua completezza e non nel suo significato estremo. L'estremità è sfiorare il limite superficiale delle cose. Può avere un senso ma non ne rappresenta la totalità. Per questo credo che non esistano lamine positive e negative. Ogni lamina rappresenta uno stato energetico che andrà ad esplicarsi nel nostro cammino evolutivo e psicologico, rafforzando o indebolendo l'azione a seconda di come sarà il nostro "intento". Perchè comunque saremo sempre noi a dare un senso a quello che ci capita. (nov 2003)


 

Il matto, il sognatore

L'inizio, il principio. All'inizio del mio cammino c'è stata la confusione, il caos.

Nessuno sa dove andrà fino a quando non compie il suo percorso interiore, per ogni fase della sua crescita evolutiva, ogni passaggio di questo vivere terreno.
La figura del matto simboleggia la purezza di cuore, senza nessun intento preciso lui dirige i suoi passi verso la Vita, con la leggerezza di chi ha lasciato tutte le zavorre dietro di se, con chi ha solo la fiducia nel mondo, nel mondo che incontra, negli aliti di vento che gli scompigliano i capelli e persino il cane che gli azzanna il suo povero e misero bagaglio non gli dà fastidio. E' un suo amico. Un Matto è fatto cosi. Non puoi capirlo un Matto. Se lo guardi puoi solo dire "è Matto". Si lascia depredare, ingannare e tutti lo deridono e gli prendono i miseri stracci che ha addosso. Anche chi è misericordioso lo guarda infastidito. Perchè è un povero Matto. Ma la sua figura sottile e luminosa spinge l'uomo verso le vette del mondo, dove solo i Matti possono arrivare. Canta nella notte mentre cammina e il suo cuore è ubriaco dell'Amore delle Stelle e del Cielo che tutti protegge.
Lasciati guidare dalla sua follia e segui il suono lontano delle sua voce. Lascia che ti rubino gli stracci, nessuno potrà portarti via i tuoi gioielli. Quelli li hai con te, sei tu. Sarà questo a portarti lontano, verso quelle vette che il Matto oggi ti mostra con la saggezza di chi è puro nella sua profondità. Non ci sono intenti razionali e logici nella Vita e solo lui può guidarti nella liberazione della tua razionalità. (nov 2003)